PARIGI - C'era un vero ghiacciaio, oggi a Parigi, sulla scena di Chanel, per accogliere la collezione da 'orsa polare', tutta pelliccia (ecologica) e calda lana. Quando sotto la cupola di vetro del Grand Palais è apparso il Mare Artico con un enorme iceberg, si è levato un coro di meraviglia e un forte applauso. Una scenografia - hanno pensato tutti - che sarà costata un patrimonio: pare che l'assistente di Karl Lagerfeld (direttore artistico della maison) sia dovuto andare addirittura in Groenlandia a scegliere dei pezzi di ghiaccio che avesserO le giuste sfumature di colore naturale (che pare siano invece assenti in quello fabbricato artificialmente) per rendere più realistica l'atmosfera. Effetto ottenuto: le modelle camminavano nell'acqua sbucando dall'iceberg, con tutti i tailleur Chanel di tweed resi più nordici e pelosi.
Fanno certo molta scena le tute integrali da yeti, i cappottoni di pelo fino ai piedi, la palandrana bianca da orso, gli stivali-mufloni, i calzoni che sembrano di marmotta. Ma si fa notare soprattutto la classica giacchina di lana melange perché stavolta è intessuta o bordata di pelliccia ed è anche accoppiata con una gonna tutta di pelo. Oppure il cappottino in tweed incrostato di cristalli di ghiaccio o il tubino di pizzo glacé portato con calze di lana bianche e stivaletti con i 'soprascarpe' di plastica trasparente.
TUTTA VOLANTS LA PERICOLOSA DONNA DI VALENTINO - Tutta di volants mi voglio vestire, dice la romantica giovane dark di Valentino. Ma questo è un romanticismo digitale per donne pericolose. Che tendono la loro rete, come tanti pixel sotto la trasparenza del tulle. Niente sdolcinature, nemmeno tra le ruches, che forse sono spire.
Maria Grazia Chiuri e Pier Paolo Piccioli hanno portato in scena, oggi a Parigi, la loro sesta collezione (tra quelle di alta moda e di pret-a-porter) per la maison Valentino. E' quasi il momento di fare una sintesi, sembrano dire i due creativi romani, sempre più sicuri e disinvolti. Stagione dopo stagione hanno messo a fuoco l'obiettivo da centrare. Le loro clienti sono anche giovani, sono appassionate non solo di eleganza ma anche di moda e non intendono rinunciare a indossarla di mattina: Valentino non può essere Valentino solo verso sera. Ecco allora il trench sabbia percorso in lungo e in largo dai volants, le giacche in cashmere double che diventano architetture di spirali in pelle, la gonna di nappa rossa tutta di ruches, il cappotto nero che si apre come una sfoglia, con alto bordo in pellame ricamato. Ai piedi scarpe a punta, con piccole borchie aggressive ma con tacco a spillo anche di solo 6 centimetri.
M & F GIRBAUD SFIDANO PARIGI CON ABITO-BURQA - Sono tuniche libere, con cappuccio che può scendere e diventare mantellina o collo ad anello, ma anche salire e trasformarsi in burqa. Sfilano con aria di sfida sulla passerella di Parigi, con tanto di piccole aperture per gli occhi, e sono firmate Marithé & Francois Girbaud, marchio francese in società con il gruppo Aeffe. "Nessuna legge può dirci cosa dobbiamo metterci addosso, che i politici si occupino piuttosto dell'inquinamento che tra l'altro ci costringe davvero a nascondere il viso" dice Francois, mostrando una mascherina-bijoux anti 'pollution' in paillettes e pizzo. La coppia di creativi è "contro la pretesa francese d' impedire per legge il velo", ma la collezione (che si chiama "non nata libera") non è solo il vessillo di questa polemica: c'é un gran lavoro su tagli nuovi e tessuti con sottili canaline interne dove passano i cordini da tirare per definire le forme. Niente pinces anche sulle giacche con coulisse integrate. E niente jeans 'sbracati': il denim è laserato a effetto principe di Galles, utilizzato per giovanili completi gonna e giacca. Divertente il sacco a pelo imbottito e zippato trasformabile in robe-manteau.
SFILA BISANZIO, LACRIME PER ULTIMA COLLEZIONE MCQUEEN - In una sala tutta bianca, tra le lacrime dei collaboratori, è stata presentata oggi a Parigi, nel quartiere generale del gruppo Ppr, l'ultima collezione realizzata da Alexander McQueen. Una piccola sfilata con 17 abiti, solo quelli che lui aveva già finito prima di morire. Nel sottofondo la musica classica che lo stilista inglese ascoltava mentre preparava questa collezione, ispirata a Bisanzio, ricca di effetti di specchi e mosaici. McQuenn ha riprodotto sugli abiti opere d'arte antica con un risultato di stampa simmetrica, in un crescendo di volumi, di onde rigide e di grandi cappe, come era nel suo stile che stavolta, paradossalmente, è sembrato più lieve e sereno. Il gruppo Pinault oggi non ha aggiunto nulla - né in materia di successione stilistica né d'altro - a quanto già affermato dopo la morte di McQueen, quando comunicò che la maison avrebbe continuato il suo lavoro. Ppr ha solo voluto sottolineare che la collezione è stata ideata e realizzata da lui, ed è unica "come unico era lui".






