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Pussy Riot Maria si gode libertà

Alyokhina scontava due anni di prigione per una preghiera blasfema anti-Putin

23 dicembre, 12:43
Maria Alyokhina fotografata questa mattina Maria Alyokhina fotografata questa mattina
Pussy Riot Maria si gode libertà

"Se avessi potuto, avrei rifiutato la misericordia" di Vladimir Putin, ha sottolineato Maria Alyokhina, la Pussy Riot liberata oggi, definendo l'amnistia "Non un atto umano, ma profanazione".

In base alla legge infatti, spiega, "non viene rilasciato nemmeno il 10 % dei detenuti", mentre le donne in cinta, incluse ufficialmente nel testo, sono per la maggior parte in carcere per reati gravi e dunque non ne beneficeranno. Approvata dalla Duma il 18 dicembre, l'amnistia dovrebbe vedere a breve anche il rilascio degli attivisti di Greenpeace della Arctic Sunrise, tra cui l'italiano Cristian D'Alessandro.

Ma ha sollevato le critiche dei difensori dei diritti umani russi perché "troppo ristretta": coinvolge circa 25mila persone di cui solo una minoranza si trovano effettivamente in carcere. Appena rilasciata, Aliokhina non è partita subito per Mosca, ma si è recata al locale ufficio della ong "Comitato anti Tortura", un gruppo di avvocati difensori dei diritti umani, per discutere di una sua denuncia scritta in cella.

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