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Alluvione: Isticaneddu, pezzi di vita in discarica

Dopo l'alluvione bambole, letti, libri e pc nell'area di stoccaggio

23 novembre, 14:31
Alluvione: Isticaneddu, pezzi di vita in discarica

dell'inviato Matteo Guidelli

Il gatto di peluche è ancora tutto pieno di fango e a stento si riconoscono i colori; la pioggia invece ha pulito la sirenetta, facendo emergere dal gruppo di fango marrone il blu e il verde della coda: sta piegata su un fianco, buttata vicino a quel che resta di un divano e di un carrello della spesa. Isticaneddu era un terreno abbandonato e incolto davanti alla scuola elementare di via Vittorio Veneto, a Olbia: è diventato la discarica dove finiscono pezzi di vita dei cittadini, quelli che l'alluvione di lunedì si è portati via assieme alla vita di sei persone.

"Area di stoccaggio temporaneo", si chiama in burocratese questo posto. Nell'ordinanza del Comune di Olbia c'è scritto che, vista la presenza "sulle strade di numerosi rifiuti ingombranti" e di "diversi arredi inutilizzabili nelle case di civile abitazione e negli esercizi commerciali", era urgente individuare un'area dove portarli. E il Comune lo ha individuata, appunto, a Isticaneddu e in un'altra zona della città. Ma questi "arredi inutilizzabili" trasformati dall'alluvione in un ammasso marrone, bagnato e puzzolente, sono in realtà i ricordi di una vita, gli oggetti di tutti i giorni, pezzi di storie di uomini, donne e bambini. Frammenti accumulati negli anni e ora riuniti, tutti insieme, in un unico blob marrone.

C'è un'intera collezione di Tex, il fumetto del selvaggio west, c'è un computer portatile e un'agenda con gli appuntamenti di lunedì, quando è arrivata l'onda. C'e' un libro di scuola, poi dici le coincidenze, che si chiama "Occhio alla terra, gli stati e i problemi del mondo". L'enorme catasta di oggetti è divisa in due grandi aree attorno alle quali si muovono camion e furgoni che continuano incessantemente a scaricare le cose recuperate nei negozi e nelle case.

Dentro, invece, è terreno incontrastato delle ruspe del Genio militare: bestioni enormi che agitano senza grazia il loro braccio meccanico per spostare, comprimere, disintegrare questa massa di ricordi e far spazio agli altri che presto arriveranno. In un'area a parte vengono accatastati gli elettrodomestici: frigoriferi, lavatrici, lavapiatti, televisori distrutti dalla violenza dell'onda che gli ha piegati come fossero cartapesta. Accanto ad un ombrellone che chissà su quale delle splendide spiagge di questa terra è stato aperto l'ultima volta, c'è un pallone da calcio, un triciclo e quel che resta di una poltrona ormai marcita. E sopra una catasta di materassi sporchi di fango e pezzi di vestiti strappati, spunta un salvagente, pulito, immacolato, limpido, come se fosse stato appena tirato fuori dal mare blu.

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