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I funerali, lo strazio senza fine dei parenti

31 luglio, 08:38
Una veduta dall'alto della cerimonia funebre Una veduta dall'alto della cerimonia funebre
I funerali, lo strazio senza fine dei parenti

POZZUOLI (NAPOLI) - Sulla bara di Giovanni Conte hanno messo una sciarpa del Napoli, ''perche' lui era un gran tifoso''. Mentre su quella di Teresa, 32 anni, c'era una sua foto in abito da sera. Qualcuno sulla tomba di Luciano Caiazzo ha invece messo questo bigliettino, ''una persona speciale, un amico sincero'', mentre i nipoti di Maria Elisa Russo le hanno regalato un cuore di orchidee, ''un cuore di gioia per la nostra zia''. Vite in fila nel Palazzetto dello Sport di Monterusciello, Pozzuoli. Vite uccise da un bus precipitato da un viadotto, a Monteforte Irpino (Avellino) e racchiuse in bare. Una strage di fronte alla quale è stato forte il monito del vescovo di Pozzuoli, Gennaro Pascarella: ''Che questi incidenti non si verifichino mai piu'''. Quelle bare, i padri, le mamme, i figli, gli amici, le hanno accarezzate e baciate per ore e ore. Si sono seduti a terra, accanto ai loro cari. Hanno pianto, hanno urlato, sono rimasti in silenzio.

''No, non è possibile'', ripetevano in tanti. Eppure possibile lo è stato. Commosso, poco distante da quelle bare, il presidente del Consiglio, Enrico Letta. Accanto a lui il sindaco di Pozzuoli, Vincenzo Figliolia, che da ieri, i suoi concittadini morti, non li ha 'lasciati' per un secondo. E poi, hanno voluto prendere ai funerali anche i ministri Andrea Orlando e Nunzia De Girolamo, il governatore della Campania, Stefano Caldoro, il sindaco di Monteforte Irpino, Antonio De Stefano, il segretario del Pd, Guglielmo Epifani, tra gli altri. ''Di fronte ad una tragedia, in cui sono state troncate tante vite umane, forte è lo sconcerto, è difficile parlare.

Ogni parola detta può suonare banale, fuori posto o solo formale. Verrebbe solo di tacere o gridare il proprio dolore'', ha esordito il vescovo nella sua omelia. ''Siamo qui questa mattina per condividere la sofferenza di tanti nostri fratelli e sorelle che improvvisamente si sono ritrovati senza padre o senza madre, senza marito o senza moglie, senza un figlio o una figlia, senza un fratello o una sorella - ha aggiunto - La morte è come un taglio sul crudo della propria carne, provoca un dolore indicibile. Vogliamo aiutarli a portare questa dura croce con la nostra solidarietà''. Da qui l'appello: ''Vogliamo essere solidali non solo ora, ma continuare ad esserlo anche quando i riflettori si spengono su questa tragedia devastante. Istituzioni civili e religiose non lasciamo soli questi nostri fratelli, soprattutto quelli che si sono ritrovati senza più sostegni anche economici!''.

Poi, l'affondo o meglio la speranza: ''Ai magistrati spetterà fare chiarezza sulla dinamica dell'incidente per trovarne le cause, ad altri mettere in atto strumenti che non permettano, per quanto è umanamente possibile, che si verifichino altri incidenti, a tutti noi spetta essere solidali. La prima solidarietà è il rispetto delle regole''.

Non c'erano tutte e 38 le bare. I parenti di Elisabetta Iuliano, ad esempio, hanno preferito funerali privati facendo portare via la bara di mattino presto verso Giugliano, dove la donna viveva. Quel che è certo è che le coppie sono tornate tali, almeno al Palazzetto dello Sport. E così Barbara Illiano era vicina ad Alfonso Terracciano, Vincenza Trincone era vicina a Biagio Vallefuoco, ad esempio. E sulle bare c'erano le foto di loro due, insieme. Silvana Del Giudice, invece, nella bara ricoperta di palloncini bianchi, era vicina al suo papà Antonio. E quando i funerali sono finiti le urla e lo strazio hanno riempito l'intero Palazzetto di Pozzuoli. Qualcuno si è aggrappato a quelle bare. Qualcuno altro e' svenuto. ''Non doveva finire così mamma mia bella'', ha ripetuto per tutto il tempo Anna''. Già non doveva andare così per nessuno.

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