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La blogger cubana Yoani Sanchez e' in Brasile

L'attivista politica cubana, Yoani Sanchez, è stata accolta con proteste da un gruppo di circa 20 persone al suo arrivo all'aeroporto internazionale di Recife. La nota blogger e dissidente anti-castrista è sbarcata in Brasile la notte scorsa grazie al passaporto ottenuto grazie alle nuove norme sui viaggi all'estero approvate a gennaio dall'Avana.

I dimostranti l'hanno seguita per un tratto attraverso i portoni dello scalo, gettandole dollari falsi. Durante la protesta, il gruppo ha anche letto una lettera aperta in cui - riecheggiando gli slogan contro il dissenso del regime dell'Avana - si affermava che il suo blog è "un mezzo di disinformazione" e che fa "una campagna anti-Cuba".

La Sanchez ha tuttavia affermato di non essere stata turbata. "E' stato un bagno di democrazia e pluralità. Mi piacerebbe che anche nel mio Paese le persone potessero esprimere le loro opinioni con la stessa libertà", ha aggiunto ironica. 

''Questa volta non dovro' volare sulle ali dell'uccellino azzurro di twitter, ma in aereo'', afferma la blogger in uno dei molti tweet prima di partire, nei quali racconta passo passo la sua partenza, oltre alle ''paure'' ma anche le tante ''speranze''.

''Temo che la mia isola non faccia passi avanti sul fronte delle diversita' ideologiche e che le detenzioni arbitrarie quali strumenti di repressione continuino. Temo che le discrepanze saranno penalizzate come sempre'', afferma ricordando pero' di avere tante ''speranze''. Per esempio il fatto che ''la piccola voce che i cittadini a Cuba sono riusciti ad esprimere diventi piu' forte e ferma''.

Molti dei tweet della 37/enne Sanchez fanno poi riferimento all' aeroporto, l'aereo e il viaggio. ''Prima di arrivare in Brasile ci si ferma a Panama: che bello, all'aeroporto c'e' il wifi!!''. Oppure, ''questa volta, prima di partire dall'Avana, non mi hanno portato in una stanza per svestirmi o per degli accertamenti. Tutto sta andando bene''.

Yoani e' stata invitata ormai tempo fa da diversi paesi latinoamericani e in Europa, compresa l'Italia, per ricevere premi che non ha potuto vedersi consegnare per anni o partecipare a seminari, conferenze ed incontri sulla situazione politica e sociale a Cuba. Per circa 80 giorni sara' quindi fuori dall'Avana. Con lo sguardo ormai rivolto all'estero, e senza nascondere l'emozione del viaggio, in uno dei suoi tweet Yoani ha sottolineato di sentire ''il profumo della liberta'''. 

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