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In Afghanistan presepi del contingente italiano

ROMA - Sono decine i presepi improvvisati dai 3000 militari italiani in missione nella regione occidentale dell'Afghanistan, schierati nelle basi di Herat, Shindand, Farah e Bala Baluk. Alpini per la maggior parte, ma anche bersaglieri, genieri, trasmettitori, elicotteristi, aviatori, marinai, carabinieri e finanzieri che con i pochi materiali a disposizione hanno inscenato tante variazioni sul tema della natività. Alcuni presepi - spiegano al comando del contingente italiano - ricordano le FOB, le basi operative avanzate da dove operano le pattuglie italiane al fianco delle forze di sicurezza afgane, altri sono più classici ma il fattore comune è la semplicità.

Per i militari italiani il 25 dicembre sarà una giornata normale, secondo il calendario afghano, quello che scandisce i tempi di una missione delicata che si sta svolgendo nel segno della transizione, cioé del passaggio di consegne alle autorità afghane del controllo del territorio. Ci saranno attività di pattuglia, ricognizioni, corsi di addestramento in favore dei militari di Kabul, progetti di assistenza da elaborare, con le sale operative all'erta 24 ore su 24. Come ogni giorno. Non come ogni giorno, invece, ci sarà una cena più varia (anche se a chi è in pattuglia potrebbero toccare le razioni da combattimento), la Messa di mezzanotte celebrata dai cappellani militari, e poi gli auguri (al telefono o con Skype) alle famiglie che inizieranno la sera di Natale tre ore e mezza più tardi, considerato il fuso orario. Pensieri e affetti di bimbi, genitori, familiari, mogli e fidanzate (ma pure mariti e fidanzati, perché le donne con le stellette sono centinaia) faranno quindi la spola tra l'Italia e l'Afghanistan, coprendo una distanza che, alla fine, sarà solo geografica.

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