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Corteo di studenti, genitori e professori a Roma

"Siamo 20.000 per le strade della Capitale". Così gli organizzatori del corteo di studenti, docenti e genitori di sabato 10 novembre a Roma. "Questo è solo l'inizio - hanno sottolineato dai megafoni - scenderemo in piazza altre volte, a cominciare dal 14 novembre, per riprenderci tutto".

Davanti al ministero dell'Istruzione a Trastevere, i manifestanti hanno urlanto 'dimissioni!' verso il dicastero. Sulle scale del Miur è stato disposto un cordone di agenti delle forze dell'ordine in tenuta antisommossa.

In piazza per chiedere a gran voce una scuola "uguale per tutti", "più statale e più libera". E' il corteo degli studenti liceali di Roma. Questa volta però non sono i soli a protestare: a fargli compagnia docenti e genitori, scesi in strada per dire no al ddl 935 (ex Aprea) e all'innalzamento dell'orario degli insegnanti a 24 ore. A guidare il corteo partito da piazza dell'Esquilino e a cui stanno partecipando migliaia di persone, è lo striscione 'Studenti, docenti ne' servi né clienti. Dignità e futuro per la scuolà. Tra i cartelli esposti 'La scuola statale per tutti uguale', 'Cultura = futuro', 'No al ddl Aprea'. Il corteo, organizzato dall'Usb e dal coordinamento scuole romane, sfilerà per le vie del centro di Roma per concludersi a piazza Santi Apostoli.

Slogan contro il presidente del Consiglio Mario Monti e il ministro dell'Istruzione Francesco Profumo al corteo degli studenti. Tra i cori urlati "Monti e Profumo i professori veri promuovono la scuola non salvano i banchieri", "Monti e Profumo sarete pure illuminati ma a fare i conti sulla scuola siete somari", "Profumo fuori te ne devi annà ". Tra i manifestanti diversi espongono cartelli con su scritto "il Profumo dell'austerità ci nausea", "Io sono Choosy nei confronti dei tagli".

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