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Gigantesca croce di Mimmo Paladino a Firenze

Installazione marmorea in Piazza Santa Croce. 'Il pubblico deve toccarla'

04 novembre, 13:34
Gigantesca croce di Mimmo Paladino a Firenze

Occupa praticamente tutta piazza Santa Croce l'installazione dello scultore Mimmo Paladino a Firenze. Una gigantesca croce (80x50 metri), realizzata con più di 50 blocchi di marmo nell'ambito di Florens 2012.

Un appuntamento certamente diverso da quello in corso all'interno del Battistero, sempre nell'ambito di Florens, dove da ieri sono visibili tre Crocifissi lignei tra i più importanti della storia dell'arte italiana, realizzati da Donatello, Michelangelo e Brunelleschi, per la prima volta visibili insieme, e già oggi meta di un'interminabile fila di visitatori. Ma la Croce di Paladino, con blocchi di marmo estratti dalle cave di Carrara, alcuni alti fino a 4 metri, di forma e colore diversi, che arrivano a pesare fino 38 tonnellate, è la dimostrazione, come ha detto il presidente di Florens, Giovanni Gentile, che l'arte contemporanea può vivere in una città come Firenze.

Nei grandi blocchi i visitatori possono lasciare l'impronta della propria mano: devono "viverla", ha spiegato l'artista, perché altrimenti è difficile "coglierla nella sua interezza perché la si deve percorrere, attraversare" e, solo così, "é possibile comprenderne la lettura spirituale ma anche civile" che Paladino ha voluto darle. La Croce "ridà orientamento anche alla vita delle persone, che non si ritrovano in uno spazio qualsiasi, ma in un luogo connotato da una precisa identità - ha detto l'arcivescovo di Firenze, cardinale Giuseppe Betori -, come lo vollero i nostri padri quando lo crearono come spazio della predicazione della Parola, la parola della Croce". Un orientamento che "conduce a un approdo preciso, una basilica francescana che è al tempo stesso il pantheon dei grandi del nostro popolo, credenti e non", ha aggiunto Betori. A lui ha fatto eco il vicesindaco Dario Nardella per il quale l'installazione di Paladino a Firenze si interroga sul significato dell'arte, "della bellezza, su come si può costruire qualcosa di importante partendo dalla cultura". Il progetto, curato da Pino Brugellis e Sergio Risaliti, resterà visibile per la durata di Florens, fino all'11 novembre.

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