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Russia: Pussy Riot chiedono scusa per 'errore etico'

MOSCA - Le Pussy Riot chiedono scusa, almeno sul piano etico, per la loro preghiera punk anti Putin cantata nella cattedrale di Cristo Salvatore: è il senso della dichiarazione letta oggi in aula, all'apertura del processo, dall'avvocato Violetta Volkova a nome delle tre detenute.

"Il fatto che non riconosciamo la nostra colpa - nel reato di teppismo, ndr - non significa che non siamo pronte a spiegare le nostre azioni e che non riconosciamo i nostri errori", ha esordito il legale. "L'errore sta nel fatto che abbiamo portato in chiesa il genere musicale che stiamo elaborando e se qualcuno si è sentito offeso siamo pronte a riconoscere di aver commesso un errore etico", ha proseguito.

Nei giorni scorsi l'arciprete Vsevolod Chaplin, 44 anni, capo del dipartimento per le relazioni con la società del patriarcato di Mosca, aveva ammonito che la Chiesa ortodossa non concede il perdono senza il pentimento.

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