Percorso:ANSA.it > Photostory Primopiano > News
La Fiom in piazza

"Oggi vogliamo parlare con i palazzi della politica e del governo". Il leader della Fiom, Maurizio Landini, spiega così lo spirito del corteo di oggi a Roma che si è fermato di fronte al Ministero dello Sviluppo, poi davanti al Ministero del Lavoro (dove ha parlato Landini), e prevede, dopo lo scioglimento del corteo, una tappa anche di fronte al Parlamento.

Coincidono la manifestazione contro il piano industriale di Finmeccanica con la seconda giornata di mobilitazione della Fiom sul fronte della riforma del mercato del lavoro, della difesa dell'art.18, e del problema dei cosiddetti esodati. "Questo governo, e la discussione che sta facendo il Parlamento, non hanno il consenso delle persone che lavorano e che pagano le tasse", dice Landini, che invita "tutta la Cgil ad una manifestazione generale".

Per il leader della Fiom il direttivo Cgil che si riunirà lunedì "dovrebbe portare avanti le decisioni già prese, applicarle", proclamare quindi uno sciopero generale. Per la Fiom c'é "il rischio concreto che sparisca l'intero sistema industriale del Paese". Landini sollecita "una nuova politica industriale.

Serve - dice - una politica pubblica che impegni le imprese: il governo non può permettere a Fiat di chiudere e andarsene senza prendersi responsabilità né a Finmeccanica di vendere i suoi asset migliori". Mentre sul fronte della riforma delle pensioni e la riforma del mercato del lavoro, Landini sottolinea che le proteste andranno avanti fino, se servirà, a ricorrere allo strumento del referendum. "Vogliamo dire alla politica e al governo che se nei prossimi giorni non ci saranno cambiamenti noi non ci fermeremo di fronte ad un voto di fiducia perché abbiamo imparato da storie come il nucleare e l'acqua che le leggi sbagliate, se il popolo vuole, si possono cambiare".

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA