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Un santone pacifista tra i No tav

Il 3 luglio 2011, mentre infuriava la battaglia per il cantiere del Tav, lui stava seduto sotto un albero, con le gambe incrociate e i piedi nudi, a leggere e meditare in mezzo alle sassaiole, ai lacrimogeni, alle imprecazioni e i lamenti dei feriti.

Turi Vaccaro, "per meditare un attimo", come ha spiegato lui stesso, è salito in Valle di Susa sul traliccio dell'alta tensione da cui è precipitato l'attivista No Tav Luca Abbà. Turi è un personaggio leggendario fra i pacifisti, i non violenti, i seguaci delle discipline orientali, e non è nuovo a gesti clamorosi come questo.

Fecero il giro d'Italia le immagini in cui lo si vedeva, il 27 giugno 2011, durante il duro sgombero del presidio No Tav alla Maddalena di Chiomonte, correre scalzo e a torso nudo contro una ruspa brandendo una corona d'aglio ("volevo benedire la macchina", disse quando lo fermarono).

E ha fatto il giro del web la fotografia scattata al corteo di Giaglione dove è immortalato mentre sguscia tra lo schieramento di carabinieri in tenuta antisommossa: lui sorride sotto la barba da santone mentre passa davanti a un militare, e il militare, a sua volta sorride sotto il casco. Turi ha 58 anni, ha origini siciliane e un passato da operaio Fiat. Negli anni Ottanta si unì al movimento che contestava la base missilistica di Comiso, cominciando una carriera di pacifista non violento che lo portò, nel 2005, a un'avventura più rocambolesca delle altre: si intrufolò in una base militare in Olanda e, prendendo i computer a martellate, disarmò due F-16.

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