di Paolo Rubino
Il premier Mario Monti è arrivato quando in sala erano già tutti seduti, e con un giro di tavolo per le strette di mano, persona per persona, ha sorpreso le otto delegazioni di imprese e sindacati, che raccontano di aver prima apprezzato un nuovo stile nella Sala Verde di Palazzo Chigi prima, poi le sue parole. Prime battute, si apre un delicatissimo confronto. Ma presto cala il gelo. Chi era presente non esita a parlare di 'stupore, sconcerto, imbarazzo'' quando il ministro del Lavoro Elsa Fornero ha iniziato a leggere un lungo testo scritto, "con una certa enfasi", le "linee guida del governo per la riforma del mercato del lavoro". Approccio - raccontano diverse fonti presenti in sala - che è apparso subito irrituale, "ha dato l'idea di una posizione precostituita". Così come è sembrata inopportuna la proposta di avviare un inedito "confronto informatico", con scambi di e-mail.
La leader della Cgil Susanna Camusso commenta con ironia: "Tutto questo può sembrare molto moderno... ma preferiremmo un negoziato più classico, meno online". Immediata la bocciatura del metodo, poi sono emerse anche distanze nel merito. Prima parlano i sindacati, poi le imprese. Durissima e pungente Susanna Camusso. Non meno netti gli interventi di Raffaele Bonanni (che ha parlato per primo), e di Luigi Angeletti (che avverte: con questo metodo si rischia "un disastro", serve "un confronto vero"). Appena più caute le quattro sigle del mondo delle imprese, ma anche da quel fronte poi trapela che l'incontro si chiude con "l'amaro in bocca". Nelle mani delle parti sociali quel testo non arriva. "Ve lo darò dopo", avrebbe detto il ministro (seduta tra i ministri Passera e Profumo; Monti aveva lasciato la sala dopo una breve introduzione, accompagnato dal viceministro all'Economia Vittorio Grilli, entrambi in partenza per Bruxelles) quando un sindacalista ha chiesto di poter avere una traccia scritta per poter meglio seguire il lungo intervento. Poi le prime pacate proteste: "Vorremmo leggerlo prima che venga dato alla stampa". Ed il ministro: "Non lo conosce nessuno oltre a me e Monti, non uscirà da qui, ve lo invierò nel pomeriggio". Alla fine Elsa Fornero annuncia che ci lavorerà ancora nei prossimi giorni.
Ma per i sindacati è un discorso chiuso: quel testo non é più la base della confronto, dicono. Otto delegazioni, 4 di imprese e 4 dei sindacati. Due posti in prima fila per ogni sigla. Susanna Camusso (vicina al confederale Cgil Fulvio Fammoni) accanto a Emma Marcegaglia (vicina al suo vicepresidente Alberto Bombassei). Le due donne hanno parlato a lungo tra loro, durante la riunione. Il clima che si è creato - raccontano ancora i presenti - ha innescato più del solito serrati scambi di idee tra i presenti. Susanna Camusso, in una delle sue pause da fumatrice, con il leader dell'Abi Giuseppe Mussari. Il dg di Confindustria Giampaolo Galli con Raffaele Bonanni, in un angolo della sala.







