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Bagnasco ai genovesi: 'Siate forti'

ROMA - L'ombrello in mano, ha camminato per le strade oggi più ferite e segnate di Genova, si è fermato con lo sguardo quasi sbigottito di fronte ai cumuli di oggetti, detriti, ramaglie, ha parlato con le persone, con i commercianti che stavano ripulendo dal fango i negozi, ha stretto loro la mano. E alla sua gente ha detto: "siate forti". L'arcivescovo di Genova, card. Angelo Bagnasco, ha voluto andare di persona nelle zone della città colpite dall'alluvione, nel quartiere Marassi, in quella via Fereggiano diventata epicentro della tragedia, dove l'acqua ha inghiottito ieri cinque persone. Cinque su sei che in totale hanno perso la vita. "E' come l'alluvione del '70. Il dolore e' grande, ma ora è il momento di rimboccarsi le maniche", è stato il suo appello.

Un incoraggiamento a non perdersi d'animo a cui si affianca un monito che vale invece per tutti: la natura e il territorio vanno rispettati, perché se si spezza il rapporto tra uomo e natura "prima o poi le conseguenze sono gravi se non addirittura tragiche". Bagnasco non ha voluto addentrarsi nelle polemiche sulle eventuali responsabilità oggettive nel disastro di Genova, perché su questo piano "ci vogliono giudizi e conoscenze tecniche che noi certamente non abbiamo". Ma sul rapporto tra uomo e natura "dobbiamo fare tutti un esame di coscienza". In mattinata, durante la sua visita, Bagnasco ha ricevuto una telefonata da mons. Georg Gaenswein: il segretario particolare di Benedetto XVI gli ha passato il Papa che ha voluto manifestargli la sua personale vicinanza e la sua preghiera per le vittime e tutte le persone colpite dal disastro. Tra la gente e tra i volontari, Bagnasco ha colto grande coraggio e volontà di ricominciare.

Anche i parroci e la Caritas diocesana, ha ricordato, sono in prima linea per aiutare e dare conforto. E anche loro hanno subito i danni dell'alluvione. "Tutte le parrocchie - una quindicina, circa - sono state colpite, dove più, dove meno, in particolare i locali sottostanti le chiese", ha spiegato il vescovo in un'intervista a Radiovaticana. La Conferenza episcopale italiana, di cui Bagnasco è presidente, ha disposto un contributo straordinario di un milione di euro dai fondi dell'otto per mille per far fronte alle necessità delle popolazioni liguri e anche di quelle toscane della Lunigiana. Una somma che si aggiunge alle raccolte promosse a livello locale dalla Caritas.

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