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Spagna, il giorno dopo il sisma

MADRID - Notte all'addiaccio per migliaia di abitanti di Lorca, in Murcia, nel sudest della Spagna, colpita ieri da un terremoto di magnitudo 5.2 che ha causato morti e circa 170 feriti, tre in gravissimi condizioni e 45 gravi. Il governo regionale ha proclamato tre giorni di lutto per le vittime. Per il sindaco della città, Francisco Jodar, circa un terzo dei 90.000 abitanti della città ha passato la notte all'aperto nel timore di nuove scosse, mentre la Croce rossa ne stima almeno 15.000. La direttiva delle autorità è quella, per il momento, di non rientrare nelle case a rischio crollo.

Secondo il governo regionale 10 mila persone di Lorca, epicentro del sisma, sono considerate sfollate. Il sindaco ha lanciato un appello ai gestori dei supermercati perché distribuiscano alla gente rimasta per strada acqua e generi di prima necessità. Nella città in soccorso della popolazione sono intervenuti durante la notte oltre ai servizi della protezione civile per ordine del premier José Luis Zapatero oltre 400 militari dell'Unità di Emergenza dell'esercito. Stamani, in centinaia hanno affollato le code per ricevere i primi soccorsi da parte dei volontari. La Croce rossa ha distribuito oltre 7.000 coperte, 800 brande, acqua e cibo.

Mobilitate anche 4 ambulanze. Nel centro della città murciana, nota per le processioni della Settimana Santa, fra le più suggestive del paese, alcune aree danno l'impressione di essere state colpite da un bombardamento aereo: palazzi crollati, molti appaiono percolanti, con vistose crepe, decine di auto semidistrutte dai mattoni e dai calcinacci caduti dalle case. Le autorità comunali hanno iniziato una prima valutazione dei danni, che appaiono ingenti. Il terremoto, il più micidiale in Spagna dal 1956, ha provocato la sospensione oggi della campagna elettorale per le amministrative e regionali del 22 maggio. Lo stop è stato concordato ieri sera dal premier Zapatero e dal capo dell'opposizione Mariano Rajoy.