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Ancora dubbi sul blitz. Figlie in mano Pakistan

04 maggio, 09:37
Ucciso Bin Laden Ucciso Bin Laden
Ancora dubbi sul blitz. Figlie in mano Pakistan

ISLAMABAD  - La televisione pachistana Geo Tv rivela che tra i familiari di Osama bin Laden detenuti dai servizi pachistani dopo il blitz americano nel quale il fondatore di Al Qaida è rimasto ucciso, ci sono anche due delle figlie, che sono "state entrambe ferite durate l'operazione" e che "sono in una località sconosciuta per interrogatori". Quest'ultimo particolare aggiunge un nuova informazione a quanto detto ieri dalla Casa Bianca a proposito di una donna "ferita a una gamba" da un proiettile durante l'irruzione dei marines nella camera da letto dove dormiva lo sceicco. Geo Tv è inoltre entrata in possesso della foto della moglie di origine yemenita di Osama bin Laden, che si trova anch'essa in custodia delle forze di sicurezza pachistane insieme a una ventina di donne e bambini sopravvissuti al blitz nella villa- bunker di Abbottabad. L'emittente privata ha mostrato oggi il passaporto della donna che si chiama Amal Ahmed Abdel Fatteh e che è considerata una delle quattro mogli del leader di Al Qaida ucciso domenica. Ieri era anche emerso che una figlia di Bin Laden, sui 12 o 13 anni, aveva assistito all'uccisione del padre. Geo conferma poi che in una parte della casa vivevano due fratelli identificati con il nome di Arshad e Tarik insieme alle loro famiglie.

TUTTI GLI INTERROGATIVI ANCORA APERTI
- Dubbi e interrogativi restano ancora aperti, dopo l'annuncio della morte dello sceicco saudita Osama bin Laden. Ecco quelli che continuano a circolare con maggiore insistenza.

-E' DAVVERO LUI? - Dopo la fotografia taroccata fatta circolare, una nuova presunta foto di Bin Laden morto è stata messa ieri online. Ma ancora non sono state pubblicate le immagini "ufficiali" scattate dagli americani dopo l'incursione. Ci sarebbe anche un video, anche questo non divulgato.

-E' STATO IL SUO FUNERALE? - Anche le riprese del funerale fatto poche ore dopo il blitz sulla portaerei Carl Vinson non sono state divulgate. Gli Usa stanno valutando l'opportunità o meno di farlo. Ma solo le immagini del sacco nero che viene fatto scivolare in mare, senza quelle del corpo non allontanerebbero tutti i dubbi.

-CHI L'HA UCCISO? - Un colpo d'arma da fuoco alla testa. Oppure due. Secondo fonti Usa a sparare sono stati gli uomini del commando che hanno fatto irruzione nella casa e hanno incontrato resistenza. Secondo fonti di al Qaida sarebbe invece stato uno dei fedelissimi di Osama, che da tempo aveva ordini precisi in merito, una volta capito che non c'era via di fuga ha freddato il suo leader per impedire che cadesse vivo in mano al nemico.

-QUANTE PERSONE IN CASA? - Si continua a parlare di una ventina di persone: almeno nove bambini, alcune donne (una è stata uccisa), diversi miliziani di cui tre uccisi e altri fatti prigionieri.

-DOVE SONO MOGLIE E FIGLI? - I pachistani affermano che sono in mano alle autorità di Islamabad e che vengono interrogati. Non saranno portati negli Stati Uniti ma, in base alla legge pachistana, saranno rimandati "nei loro Paesi d'origine". Fonti statunitensi avevano affermato che erano stati portati via in elicottero dopo il blitz.

-ELICOTTERO COLPITO O GUASTO? - Uno degli elicotteri usati per l'operazione (oggi è stato detto che erano quattro e non due) é stato distrutto a fine intervento. Secondo gli Usa gli uomini del commando lo hanno fatto saltare in aria perché aveva avuto un guasto tecnico e non poteva ripartire; secondo i qaidisti era stato colpito e messo fuori uso da chi difendeva la villa-fortezza.

-GOVERNO PAKISTAN SAPEVA? - Informazioni contraddittorie arrivano sia dal Pakistan che dagli Usa. Da una parte e dall'altra si dice che Islamabad era all'oscuro dell'operazione o, al contrario, era stata informata. Sempre da entrambe le parti, fonti diverse confermano o smentiscono la partecipazione dei pachistani al blitz.

-I BIGLIETTINI TRA OBAMA E IL GENERALE - Niente dichiarazioni ma solo immagini per l'ipotetico scambio di bigliettini, venerdì scorso a Cape Canaveral, ai piedi della scaletta dell'Air Force One, tra Barak Obama e il generale della Marina, Ed Wilson. Secondo alcune interpretazioni, con quei bigliettini 'passati' con due strette di mano, sarebbe stato dato l'ok finale alla 'operazione Geronimo'.