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Ruby, premier: soldi per non farla prostituire

Berlusconi ha dato soldi a Ruby "per sottrarla a qualunque necessità, per portarla nella direzione contraria e non costringerla alla prostituzione". Lo ha affermato Berlusconi parlando con i cronisti prima dell'inizio dell'udienza del processo Mediaset. "Sono sempre cortesissimo e ho chiesto un'informazione preoccupato per una situazione che poteva dar luogo ad un incidente diplomatico". Così Berlusconi ha spiegato il perché della telefonata in questura la notte tra il 27 e il 28 maggio scorsi quando Ruby venne rilasciata dagli uffici di via Fatebene Fratelli. Il premier ha sostenuto di essere "paradossalmente accusato di prostituzione minorile, quando invece la ragazza ha raccontato davanti a me e a tutti una storia molto dolorosa che ci ha persino commosso".

Berlusconi, spiegando che l'accusa di prostituzione minorile a suo carico nel processo Ruby "non esiste", ha chiarito che "la stessa ragazza che avrebbe dovuto essere la vittima ha dichiarato sempre, ha giurato, ha sottoscritto il fatto, che non ha avuto nemmeno una avance da parte mia".

Il premier ha detto dunque di averla aiutata e "le avevo dato persino una chance di entrare in un centro estetico con un'amica". Centro estetico che "lei avrebbe potuto realizzare, se portava un laser per la depilazione per un importo che a me sembrava di 45 mila euro, invece lei ha dichiarato di 60 mila euro". E quindi il presidente del Consiglio ha dato "l'incarico di darle questi soldi per sottrarla a qualunque necessità". Il premier ha definito il processo sul caso Ruby un processo "infondato e senza senso", perché l'accusa di concussione è "addirittura risibile" e quella di prostituzione minorile "é irreale".