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FOTO: 1 febbraio 2003, la tragedia del Columbia

Una scia bianca che attraversa il cielo azzurrissimo dell'alba sul Texas, una scia che sussulta, si apre in due, poi s'allarga in una cascata di scie minori, come un fuoco d'artificio tragico. Cosi', la navetta spaziale Columbia, la piu' vecchia della flotta Nasa, e' oggi andata perduta, mentre, con i suoi sette asutronauti a bordo, stava rientrando sulla Terra dopo una missione di oltre due settimane nello spazio. Al centro di controllo della missione, i tecnici non hanno piu' sentito nulla. Sull'area della tragedia, c'e' chi invece ha sentito un botto, chi ha visto cadere frammenti di fuoco.

''Ho creduto che fossimo attaccati'', dice un uomo da Stamps, nell'Arkansas, un americano come tanti ancora sotto l'incubo dell'11 Settembre. Dello shuttle, resta solo uno sciame di detriti in cielo: una pioggia di rottami che cade su un'area larghissima, don 180 chilometri di diametro, tra il Texas orientale e la Louisiana. ''Non toccateli: possono essere tossici'', avvertono le autorita', che vogliono recuperarli per analizzarli e mobilitano nella ricerca unita' dell'esercito e della guardia nazionale. E' la piu' grave tragedia dell'esplorazione spaziale da 17 anni, cioe' da quella dello shuttle Challenger, il 28 gennaio 1986 (un anniversario che era stato celebrato in volo, con un minuto di silenzio e un messaggio alle famiglie dei sette astronauti allora scomparsi).

La sciagura ricorda i rischi dell'avventura nello spazio e, certamente, ritardera' i prossimi viaggi. I colleghi dei sette astronauti morti dicono: ''Sapevamo che poteva succedere, lo sappiamo tutti''. Ma l'impatto sul Paese e' enorme: l'America e' di nuovo unita, tra angosce e preghiere, davanti alle tv, che danno e ridanno l'immagine di quella scia che si scompone, come l'11 Settembre ripetevano lo schianto degli aerei contro le Torri Gemelle. La Nasa, l'agenzia spaziale degli Stati Uniti, ha perso i contatti con la Columbia alle 15.00 ora italiana: le 08.00 del mattino a Houston, dove c'e' il centro controllo missione; le 09.00, al Kennedy Space Center di Cape Canaveral in Florida, dove lo shuttle doveva atterrare 16 miluti piu' tardi.

Milt Heflin, direttore del volo, ricostruisce le fasi della tragedia: ''I primi segnali che c'era qualcosa di anomalo li abbiamo avuti'' sette minuti prima di perdere il contatto. Dall'ala sinistra, e dal carrello di sinistra, venivano indici di pressione anomali e poi, dall'esterno, indici di temperatura troppo elevati: otto sensori non normali, ''come se qualcosa avesse tagliato i cavi''. Ma nessuno, ne' a bordo ne' al centro di controllo, ha avuto la percezione della tragedia imminente. La trascrizione dell'ultimo scambio di battute tra Houston e il Columbia e' piana, come lo era stato tutto il viaggio. C'e' la voce del comandante della navetta Dick Husband che descrive la traiettoria d'approccio alla Florida, sorvolando New Mexico e Texas: velocita' 20 mila chilometri all'ora circa, altezza di 66 chilometri circa.