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Bengasi semideserta, contraeree in città

dell'inviata Laurence Figa'-Talamanca

BENGASI (LIBIA) - Una citta' semideserta, con pochissima gente in strada e tante porte chiuse. Cosi' appare nel pomeriggio Bengasi, la capitale della 'Rivoluzione del 17 febbraio', che nella notte tra venerdi' e sabato ha subito il duro attacco delle forze di Muammar Gheddafi. La presenza dei rivoluzionari armati per le strade e' invece piu' massiccia che nelle settimane precedenti i bombardamenti. Parte della contraerea degli insorti che prima era schierata al fronte e' stata portata nel centro della citta' e schierata in alcuni punti strategici, mentre in molti incroci si incontrano gruppi di ribelli che hanno transennato alcune vie d'accesso.

Nel pomeriggio si sono udite delle esplosioni e dei colpi d'arma da fuoco, presumibilmente sparati in aria dagli stessi guerriglieri. I segni del tentativo di Gheddafi di espugnare la roccaforte della 'Rivoluzione', sede del Consiglio transitorio libico sorto dopo la rivolta del 17 febbraio e che oggi ha fatto sapere chiaramente di non essere disposto a negoziare con il colonnello, sono evidenti su alcuni edifici. Un negozio di mobili e' andato distrutto, la facciata sventrata e all'interno pezzi di falegnameria in frantumi. Accanto una farmacia, con la serranda verde come quasi tutte in citta', divelta dai colpi. Molti abitanti sono scappati tra sabato e ieri anche se - si dice - qualcuno sta gia' tornando. Ma in un quartiere residenziale, con villette con giardino, porte e finestre sono sbarrate. Come sempre pero' su Bengasi sventolano decine di bandiere rosse-verdi-nere del periodo pre-Gheddafi e i simboli della rivolta, adesivi su tutte le auto, graffiti sui muri, scritte contro il colonnello o in favore dell'intervento internazionale, campeggiano ovunque.

Lungo la strada si incrocia un funerale, forse di un combattente, seguito da un corteo di auto e pick-up che suonano il clacson in segno di esultanza. Sulla strada che da est arriva a Bengasi, i posti di blocco dei ribelli sono sempre piu' numerosi e presidiati, man mano che ci si avvicina alla citta'. Fonti dell'esercito rivoluzionario assicurano che le forze lealiste del regime sono state respinte a Zueitina, a circa 150 chilometri a ovest del capoluogo della Cirenaica, e che Ajdabiya e' stata completamente liberata. Il pericolo di nuovi attacchi sembra dunque lontano, anche grazie all'intervento internazionale con l'aviazione francese ieri ha distrutto un'intera colonna di mezzi corazzati governativi proprio tra Bengasi e Ajdabiya. Ma in citta' si temono ancora le infiltrazioni di miliziani pro-Gheddafi.