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GRAFICA: Fukushima e i suoi rischi

10 aprile, 22:15
Incidenti ai reattori Incidenti ai reattori
GRAFICA: Fukushima e i suoi rischi

ROMA - Fukushima I e' un complesso che comprende sei impianti nucleari, piu' altri due in fase di costruzione. Dei sei impianti, soltanto tre (quelli indicati con i numeri 1, 2 e 3) erano in funzione al momento del terremoto di venerdi' scorso, mentre gli altri erano spenti per manutenzione. All'indomani del problema di raffreddamento nel reattore numero 1, nel reattore numero 3 si sono manifestati problemi simili e l'accumulo di calore ha portato alla rottura delle barre di combustibile. Tutti e tre i reattori in funzione si sono spenti automaticamente in seguito al terremoto e il problema nell'impianto 1 e' nato quando e' stato danneggiato il sistema di emergenza che garantisce il raffreddamento del reattore ed evita cosi' il pericoloso surriscaldamento che in condizioni estreme potrebbe portare alla fusione del materiale combustibile. Si e' deciso cosi' evitare l'accumulo di calore con il rilascio controllato di vapore e in seguito, come previsto in questi casi, si e' deciso di utilizzare l'acqua di mare per il raffreddamento. In questi casi con il vapore fuoriescono dalla centrale isotopi radioattivi e questo sta accadendo anche nel reattore 3 in seguito alla rottura delle basse di combustibile, con il rilascio di iodio 131.

Gestita dalla Tokyo Electric Power Company (Tepco), la centrale si trova nella citta' di Okuma, a circa 200 chilometri da Tokyo, nella prefettura si Fukushima. La sua costruzione e' cominciata nel 1966 e il primo impianto e' entrato in attivita' nel 1971. I sei impianti sono del tipo BWR (Boiling water reactor), sono stati progettati dall'americana General Electric e dalla Hitachi e complessivamente producono oltre 4.500 MW. Le centrali di questo tipo utilizzano acqua demineralizzata per raffreddare il reattore. Il calore prodotto dal processo di fissione nucleare che avviene all'interno del reattore viene raffreddato dall'acqua che, riscaldandosi, vaporizza. Il vapore cosi' ottenuto viene utilizzato per azionare una turbina e quindi viene fatto condensare e torna ad essere acqua allo stato liquido che rientra in circolo nel reattore. Al momento del terremoto negli impianti 1, 2 e 3 sono scattate le valvole di isolamento del reattore ed e' stato cosi' interrotto il flusso di vapore alle turbine. Da da quel momento il reattore e' stato isolato dal resto della centrale e in questo casi il raffreddamento e' garantito da un sistema di emergenza, azionato da generatori diesel. L'acqua necessaria dal sistema di emergenza e' prelevata da grandi serbatoi interni all'edificio del reattore e: il valore prodotto viene condensato all'interno dell'impianto e rimesso in circolo. Se questa situazione si protrae a lungo, come e' avvenuto ieri nell'impianto 1, per evitare l'accumulo di pressione il vapore puo' essere scaricato all'esterno (come e' avvenuto ieri) su autorizzazione dell'autorita' locale per la sicurezza nucleare.

La centrale Fukushima I, per la quale é stata dichiarata la prima emergenza nucleare ufficiale in Giappone, è uno dei 25 impianti nucleari più grandi del mondo. Gestita dalla Tokyo Electric Power Company (Tepco), la centrale si trova nella città di Okuma, a circa 200 chilometri da Tokyo, nella prefettura di Fukushima ed è costituita da sei unità separate fra loro, che complessivamente hanno una produzione di 4,7 GW. A circa 11 chilometri dalla centrale di Fukushima I si trova un altro impianto nucleare, quello di Fukushima 2.

Al momento del terremoto erano in funzione tre dei sei reattori, che si sono spenti automaticamente, mentre gli altri tre erano fermi per manutenzione. Si tratta di centrali del tipo BWR (Boiling water reactor), un modello progettato negli Stati Uniti negli anni '50. La costruzione dell'impianto giapponese è cominciata a partire dal 1966 e la centrale è diventata operativa nel 1971. Le centrali del tipo Bwr utilizzano acqua demineralizzata per raffreddare il reattore. Il calore prodotto dal processo di fissione nucleare che avviene all'interno del reattore viene raffreddato dall'acqua che, riscaldandosi, vaporizza. Il vapore così ottenuto viene utilizzato per azionare una turbina e quindi viene fatto condensare e torna ad essere acqua allo stato liquido che rientra in circolo nel reattore.