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World Press Photo all'afghana sfigurata

Premiati anche 8 italiani, alla selezione hanno partecipato 5.847 fotografi

12 febbraio, 14:37
E' il ritratto di Bibi Aisha, una donna afghana sfigurata con il taglio del naso e delle orecchie per avere abbandonato il tetto coniugale, la foto dell'anno 2010. Lo scatto è stato realizzato dalla fotografa sudafricana Jodie Bieber E' il ritratto di Bibi Aisha, una donna afghana sfigurata con il taglio del naso e delle orecchie per avere abbandonato il tetto coniugale, la foto dell'anno 2010. Lo scatto è stato realizzato dalla fotografa sudafricana Jodie Bieber
World Press Photo all'afghana sfigurata

AMSTERDAM - E' il ritratto di Bibi Aisha, una donna afghana sfigurata con il taglio del naso e delle orecchie per avere abbandonato il tetto coniugale, la foto dell'anno 2010. Lo scatto, realizzato dalla fotografa sudafricana Jodie Bieber, e' stato la copertina del settimanale Time del primo agosto scorso. E' stato premiato oggi dagli organizzatori del World Press Award ed ha ottenuto un riconoscimento anche per la sezione Ritratti.

Bibi Aisha, la donna protagonista della foto, ha 18 anni ed e' originaria della provincia di Oruzgan, nel centro del paese, a sud ovest della capitale Kabul. Nel ritratto i capelli neri sono coperti da uno scialle blu, ma e' a volto scoperto. Guarda dritto nell'obiettivo. Al centro del volto, il foro aperto della cavita' nasale. Oggi Bibi vive negli Stati Uniti ed il suo volto e' tornato normale grazie alla chirurgia plastica. A tagliarle via naso e orecchie di quella che era stata una sposa bambina finita nelle mani di un marito aguzzino furono talebani, feroci esecutori di una giustizia primitiva.

Su richiesta del marito infatti si presentarono di notte nella casa dei genitori, dove Bibi si era rifugiata dopo aver abbandonato il marito violento. 'Taglio di orecchie e naso' fu la sentenza pronunciata dal comandante talebano, eseguita dallo stesso marito mentre il cognato la teneva bloccata a terra. Abbandonata al suo destino, Bibi qualche tempo dopo e' stata salvata da militari americani, portata in un rifugio per donne a Kabul e da li' trasferita negli Usa.

A suo tempo la direzione di Time spiego' di aver avuto parecchi dubbi prima di pubblicare la foto, scioccante, ma di aver poi scelto di farne il simbolo della violenza cui sono sottoposte le donne afghane. ''Puo' diventare una di quelle immagini, e ce ne sono si e no dieci in una vita intera, di cui basta dire 'sai, la foto di quella ragazza che...' per far si' che tutti sappiano di cosa si stratta'' ha affermato il presidente della giuria del World Press Photo, David Burnett. Ed uno dei componenti della giuria, Vince Aletti, ha aggiunto: ''E' un'immagine tremenda, diversa, spaventosa. Non parla solo di questa particolare donna, ma della condizione delle donne nel mondo''.

L'autrice della fotografia, Jodi Bieber, ha gia' conquistato otto premi di categoria nel World Press Photo ed e' la seconda sudafricana ad aggiudicarsi il massimo riconoscimento. La foto e' stata scelta tra 108.059 immagini candidate. Alla selezione hanno partecipato 5.847 fotografi di 125 nazionalita'. Una menzione speciale e' stata fatta per una serie di 12 immagini che si fecero i minatori cileni rimasti intrappolati per 69 giorni a 700 metri di profondita' nella miniera di San Jose'.