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FOTO: La veglia per le piccole vittime

ROMA - Bandiere a mezz'asta, minuti di silenzio, lezioni di sensibilizzazione a scuola e una veglia. Ma la maggior parte dei romani non ha rispettato il lutto cittadino per ricordare Sebastian, Patrizia e Fernando e Raul, i quattro bimbi morti domenica sera in un incendio divampato nella loro baracca, alla periferia della Capitale. A Roma molte serrande dei negozi non sono state abbassate durante la giornata, nemmeno per qualche minuto. "Colpa della poca informazione, ormai tutto questo è inutile e ipocrita. Bisognerebbe trovare delle soluzioni piuttosto", dicono alcuni negozianti del centro. Le bandiere che campeggiano sul Campidoglio e negli uffici di Roma Capitale sono state oggi a mezz'asta, sotto un sole che sembrava primaverile. Lutto anche alla Regione Lazio, dove il presidente del Consiglio regionale, Mario Abbruzzese, ha aperto e chiuso la seduta di oggi rinviando i lavori d'aula alla prossima settimana. A "piangere la morte dei quattro bambini" è stata anche la diocesi ortodossa romena d'Italia.

"Nel nome delle 150 comunità monastiche e parrocchiali ortodosse romene che si trovano in Italia", i piccoli sono stati ricordati su tutti gli altari dei monasteri e delle parrocchie della Diocesi ortodossa. Un minuto di silenzio è stato osservato anche tra i banchi della scuola elementare Iqbal Masih di Roma, frequentata da diversi alunni rom che arrivano dello stesso quartiere Casilino, caratterizzato dalla presenza di numerosi insediamenti nomadi. Nell'istituto si sono svolte anche lezioni per sensibilizzare gli alunni sulla situazione di precarietà nei campi nomadi. Approfondimenti sugli affidi di bimbi rom e sulla loro situazione in genere a Roma sono stati fatti in occasione di un convegno all'Università Roma Tre.

Nel pomeriggio, nella basilica di Santa Maria in Trastevere, stracolma, si è invece tenuta la veglia di preghiera diocesana cattolica per i piccoli rom. A presiederla è stato il cardinale vicario Agostino Vallini, di fronte a diversi genitori dei bimbi, Elena Moldovan e Erdei Mircea, che hanno pianto senza riuscire a fermarsi. Al loro fianco, gli esponenti delle istituzioni locali: Alemanno, Poverini, Zingaretti. "Questo tragico evento pone anche a ciascuno di noi una domanda: potevamo fare qualcosa per scongiurare questa morte ingiusta? La morte di Sebastian, Patrizia, Fernando e Raul è come un macigno che ci pesa sul cuore e ci invita ad un grave esame di coscienza, ciascuno per la sua parte di responsabilità", ha detto nella sua omelia Vallini, parlando di un evento "umanamente inaccettabile". Il leader dell'udc, Casini, presente in chiesa, ha gettato acqua sul fuoco: "Non si devono suscitare nuove polemiche. Questa vicenda deve farci riflettere e deve essere un'occasione per un ripensamento e un'assunzione di responsabilità da parte di tutta la politica". Anche il Papa é intervenuto, per bocca di Vallini: "Porto il ricordo e la preghiera del nostro vescovo Benedetto XVI che prega con noi e invoca pace e amore".

Alla cerimonia, è stata accesa una candelina per ogni bimbo rom morto a Roma, una piccola fiamma per ogni anima volata in cielo: sono state dunque accese circa cento candeline in ricordo di tutti i bambini nomadi morti a causa delle precarie e poco sicure condizioni di vita. Alemanno, prima di lasciare la chiesa, ha salutato alcuni dei rom presenti. Una donna, in particolare, gli si è avvicinata per dirgli: "Sindaco, basta con i campi, i nostri bambini sono tutti malati e bruciati".