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Brasile: 600 vittime sale allarme Dengue

RIO DE JANEIRO - Le condizioni nelle zone collinari dello Stato di Rio de Janeiro colpite dalle alluvioni sono peggiori, per i soccorritori e per le vittime, del disastroso terremoto che colpi' il Cile nel febbraio 2010. Il paragone e' di alcuni medici brasiliani che lavorarono come volontari al momento della catastrofe in Cile e che adesso operano sulle montagne di Rio. ''La situazione qui in questi giorni e' molto peggiore che in Cile. La' il clima e' secco, scavare tra le macerie e' molto piu' facile e le persone sepolte hanno molte piu' probabilita' di sopravvivere. Il fango soffoca anche chi non e' stato sepolto'', ha detto il medico Thiago Faleiro ai cronisti presenti a Nova Friburgo, la cittadina piu' colpita dal disastro.

''E' vero che li' vivevamo sempre con l'incubo di nuove scosse di terremoto, ma qui la gente e' ormai ossessionata dalla pioggia che continua a cadere e che puo' provocare nuove frane e altri morti'', ha aggiunto Faleiro. Un altro problema dei medici e' quello dell'umidita'. ''Con il clima secco cileno e' piu' difficile che si diffonda il contagio, con l'umidita' che abbiamo qui sembra che tutto marcisca a vista d'occhio, le ferite non rimarginano e le epidemie possono diffondersi in un attimo, in mezzo al fango e' molto piu' difficile mantenere le cose pulite e sterilizzate'', ha spiegato Anderson Luiz. Luiz, Faleiro e altri medici volontari operano nell'ospedale di campo della Marina brasiliana.

PAPA: PREGO PER POPOLAZIONI COLPITE DA ALLUVIONI NEL MONDO - Il papa ha ricordato oggi, dopo l'Angelus, le popolazioni colpite dalle alluvioni in diverse parti del mondo e quanti sono rimasti vittime di queste catastrofi naturali. ''Desidero assicurare il mio particolare ricordo nella preghiera - ha detto per le popolazioni dell'Australia, del Brasile, delle Filippine e dello Sri Lanka, recentemente colpite da devastanti inondazioni. Il Signore accolga le anime dei defunti, dia forza agli sfollati e sostenga l'impegno di quanti si stanno prodigando per alleviare sofferenze e disagi''.
NUOVE PIOGGE, 600 I MORTI, PAURA DENGUE - Nuove piogge hanno allagato oggi le zone colpite dalle alluvioni nella 'serra' di Rio de Janeiro e costretto a sospendere i soccorsi, quando il conteggio delle vittime e' ormai prossimo a 600. Le Nazioni Unite hanno offerto aiuti al governo di Brasilia. Continua a piovere in tutto il Brasile e nuove violente precipitazioni hanno colpito oggi Teresopolis e le altre localita', creando ulteriori disagi a migliaia di sfollati (oltre 8 mila, secondo i calcoli ufficiali) e impedendo il lavoro delle squadre di soccorso. I soccorritori della Protezione civile, il genio militare, i pompieri e i volontari di tutto il
Brasile lottano contro il tempo, perche' centinaia di cadaveri estratti dal fango o ancora sepolti dalle macerie hanno creato una situazione sanitaria drammatica, che peggiora di ora in ora. Si temono epidemie e intossicazioni, per mancanza di acqua potabile e cibi avariati. In particolare, corpi putrefatti e acqua infetta potrebbero creare l'ambiente ideale per la proliferazione delle zanzare portatrici della febbre dengue. Anche un ospedale da campo montato per i primi soccorsi a Nova Friburgo, la cittadina piu' colpita dalla catastrofe, ha dovuto sospendere l'attivita' perche' le vie si sono di nuovo allagate e l'acqua e' tornata a salire. Il bilancio delle vittime intanto continua inesorabilmente a crescere, man mano che si rimuovono macerie e fango e si scoprono sempre nuovi cadaveri. Le ultime notizie in televisione danno un totale di 596, ma fino a notte si prevede che la cifra superi abbondantemente i 600. Con l'intervento dei militari e dei mezzi cingolati, quartieri e localita' isolate sono stati raggiunti e riforniti di generi di prima necessita', ma con la ripresa dei collegamenti si scoprono anche nuove tragedie, rimaste finora in ombra. Con una notevole eccezione: ad Areal, localita' di 11 mila abitanti tra Teresopolis e Petropolis, in una situazione analoga agli altri centri distrutti, non c'e' stata una sola vittima, perche' il comune ha svolto un'efficace azione di prevenzione, facendo sfollare in tempo le zone piu' a rischio e dando l'allarme alla popolazione con gli altoparlanti quando la situazione si e' fatta ad alto rischio. Di fronte all'entita' della tragedia, l'agenzie delle Nazioni Unite per le questioni umanitarie ha offerto al governo brasiliano il proprio aiuto ma, secondo il quotidiano Estado de S.Paulo, la presidente Dilma Rousseff avrebbe declinato l'offerta.