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Il calendario dell'Esercito

01 gennaio, 17:14
Il mese di gennaio del 'Calendesercito 2011' Il mese di gennaio del 'Calendesercito 2011'
Il calendario dell'Esercito

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ROMA - L'Italia compie 150 anni e l'Esercito le dedica il proprio calendario 2011, dodici mesi che raccontano, con le immagini provenienti dall'archivio storico, il passato e il presente della forza armata. Perche' la storia dell'Italia e quella dell'Esercito sono un ''binomio indissolubile''. Presentato oggi dal sottosegretario alla Difesa Guido Crosetto e dal capo di stato maggiore dell'Esercito, generale Giuseppe Valotto, il calendario e' diviso in quattro sezioni: la prima dedicata all'identita' nazionale, la seconda alle missioni all'estero, la terza alla formazione del personale e la quarta alla sanita' militare.

''Ci sono pezzi del nostro paese di cui tutti dobbiamo andare fieri e l'Esercito, assieme alle altre forze armate, e' uno di questi'' ha detto Crosetto sottolineando che rappresenta un ''punto d'eccellenza italiano nel mondo''. Secondo il sottosegretario, inoltre, e' cambiata anche la percezione che l'opinione pubblica ha dei militari, tanto che da una ricerca commissionata dall'Esercito all'Eurisko e' emerso che la forza armata e' per gli italiani la seconda istituzione, dopo il Quirinale, a rappresentare al meglio l'unita' del paese. La Presidenza della Repubblica e' stata votata dal 63% degli intervistati, mentre l'Esercito dal 53% e la Corte Costituzionale dal 21%.

L'indagine rivela inoltre che il 90% della popolazione ha una percezione abbastanza o molto positiva della forza armata, che il 93% gli assegna un ruolo importante in caso di calamita' naturali e l'84% pensa che svolga un compito importante nelle missioni internazionali. Nel suo intervento il generale Valotto ha ricordato che da 150 anni ''i compiti e i ruoli affidati alla forza armata sono chiari e definiti'' e cioe' ''essere sempre al servizio dello Stato e dei cittadini''. L'Esercito, ha proseguito, ha dato ''un contributo decisivo al processo di costruzione dell'identita' nazionale'' ed oggi e' necessario ''adattare lo strumento militare, sulla base delle reali richieste operative, per accogliere e affrontare le nuove sfide''.