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Photostory: in Irlanda boom addio, è tempo artisti

Il pittore McCarthy infiamma Dublino, con crisi più creatività, nasce 'Boomtown'

29 novembre, 11:37
L'opera "Sword of justice" di Brian McCarthy L'opera "Sword of justice" di Brian McCarthy
Photostory: in Irlanda boom addio, è tempo artisti

dall'inviato Mattia Bernardo Bagnoli

DUBLINO - "Io di economia capisco poco, ma credo che l'arrivo a Dublino della delegazione dell'Ue e dell'Fmi sia un'umiliazione per il governo. Ed è un bene che siano stati smascherati pubblicamente: tutto quello che sono capaci di fare è mentire". Brian McCarthy non le manda certo a dire. La sue serie di dipinti intitolata 'Boomtown', rivisitazione polemica e simbolica della crisi nera in cui è finita l'Irlanda, è sulla bocca di tutti. Se una fotografia, d'altronde, vale più di mille parole, un quadro ben azzeccato può valerne anche un milione. Il magnate Dermot Desmond, imprenditore di successo irlandese, ha probabilmente pensato la stessa cosa quando ha deciso di sborsare 4500 euro per 'Sword Of Justice', il dipinto che ha dato il là alla serie.

"Ho incontrato Desmond l'anno scorso a un mostra a Londra - racconta Brian - e mi ha detto che preferisce acquistare opere originali piuttosto che i vecchi maestri. Il mio dipinto ha attirato la sua attenzione". Il soggetto d'altra parte è più che attuale: in primo piano si vede un gruppo di persone che, circondate da falò, innalzano la bandiera irlandese e si preparano a dare battaglia. Sullo sfondo si vede il distretto finanziario di Dublino e in primo piano una statua raffigurante la giustizia. "L'avessi dipinto l'anno passato nessuno se ne sarebbe accorto", dice ancora Brian, "e certo non immaginavo che poco dopo l'inaugurazione dell'esibizione l'Fmi avrebbe preso in consegna il Paese". Eppure funziona proprio così, l'arte: a volte arriva prima di tutti gli altri. L'ispirazione Brian l'ha avuta dalle telefonate degli ascoltatori a programmi di attualità come 'Liveline' del canale pubblico Rte. "E' stata la loro rabbia a darmi l'idea", racconta ancora Brian. "Al principio, poi, non avevo in mente di produrre una serie. Ma la reazione positiva delle persone al primo quadro mi ha fatto venire voglia di continuare. E così è nata 'Boomtown'. Non ho mai assistito a una tale reazione ai miei lavori. La gente sembra identificarsi in quelle immagini e capire esattamente cosa provo: lo provano anche loro".

Che poi, in soldoni, è "fastidio fisico" per una classe politica che va in "TV a fare discorsi, ma poi a soffrire è la gente comune e i ricchi la scampano una volta di più". Naomi Moore, proprietaria dei Windmill Lane Studios, gli studi di registrazione dove sono nati gli U2 e dove oggi bazzicano artisti del calibro di Lady Gaga, non è per niente sorpresa. "In tempi di crisi la creatività degli artisti aumenta", dice. "Lo vediamo anche tra i ragazzi che frequentano i nostri corsi di tecnica del suono". Molto sono aspiranti musicisti. "Ora che c'é la crisi scrivono di più, provano sentimenti più forti. Quando il denaro scorre e l'economia tira siamo d'altra parte tutti più rilassati". A voler vedere il bicchiere mezzo pieno l'Irlanda si può insomma consolare pensando che, se da una parte il Pil è in picchiata e i conti pubblici sono fuori controllo, dall'altra i suoi artisti stanno finalmente tornando a fare sul serio. I prossimi U2 magari sono già nati ma non lo sappiamo ancora.