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La storia di Marco Furlan in FOTO

di Diego Decarli

TRENTO - Fu un foglio inviato nel dicembre 1980 al Gazzettino di Venezia il primo atto ufficiale del gruppo Ludwig, che commise svariati omicidi tra il 1977 e l'84, in Italia e all'estero. Wolfgang Abel e Marco Furlan vennero arrestati nel marzo '84 a Castiglione delle Stiviere (Mantova) dopo aver tentato di appiccare il fuoco alla discoteca Melamara.

Il primo testo fu scritto in caratteri runici, firmato con una svastica, per rivendicare tre omicidi commessi in Veneto fra il '77 ed il '79: quello di Guerrino Spinelli, un nomade di 30 anni bruciato vivo a Verona all' interno della sua automobile colpita da due bottiglie incendiarie; del cameriere omosessuale, Luciano Stefanato, di 44 anni di Padova bastonato ed accoltellato a morte nel dicembre del 1978, e quello di Claudio Costa, 22 anni, tossicodipendente, accoltellato a Venezia nel dicembre 1979.

Dopo la prima rivendicazione, Ludwig comincio' a farsi vivo in modo quasi regolare: il 20 dicembre 1980 venne uccisa Alice Beretta, una prostituta di 52 anni, a Vicenza, colpita a Vicenza con scure e martello. Il 25 maggio 1981 venne dato alle fiamme un fortilizio sul lungadige di Verona usato da tossicodipendenti come dormitorio. Nel rogo mori' Luca Martinotti, 18 anni di Moncalieri (Torino), ed altri due giovani rimasero gravemente ustionati.

Il 20 luglio 1982 Ludwig uccise due anziani religiosi: Gabriele Pigato e Giuseppe Lovato vennero massacrati a colpi di martello al rientro da una passeggiata nei pressi del convento di Monte Berico. Il 26 febbraio 1983 a Trento venne ucciso un terzo religioso. All'ingresso del Convento dei padri Venturini, fondato per ospitare religiosi in difficolta' sociale, don Armando Bison venne ferito con un punteruolo sormontato da un piccolo crocifisso. Mori' qualche giorno dopo.

L'aggressione venne rivendicata il 2 marzo con una telefonata all'ANSA di Milano. Fu ritenuta attendibile per un particolare: venne precisato che il crocifisso conficcato nel cranio di padre Bison portava la scritta 'Faba', particolare di cui erano a conoscenza solo gli inquirenti. Segui' un messaggio di rivendicazione, scritto e disegnato con una penna a sfera, inserito in una busta, con affrancatura 'espresso', che recava il timbro postale di Padova con la data del 28 febbraio. Il 14 maggio 1983 fu incendiato il cinema Eros di Milano specializzato in film a luci rosse.

Vi morirono sei persone ed altre 32 riportarono gravi ustioni. Poi due azioni all'estero: il 17 dicembre 1983 Ludwig diede alle fiamme il sexy club Casa rossa di Amsterdam nel quale muoiono 13 persone; l'8 gennaio 1984 incendio' una discoteca di Monaco di Baviera con sette giovani ustionati. Dopo l'arresto di Abel e Furlan gli inquirenti pensarono che Ludwig fosse composto da tre persone. Il particolare trapelo' dopo un confronto avvenuto in carcere a Mantova, tra un testimone convocato da Trento e i giovani. Ma la pista poi sfumo'.