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Photostory: Sarah, l'addio ad Avetrana

AVETRANA (TARANTO) - La bara con i resti di Sarah Scazzi ha lasciato il campo sportivo di Avetrana al termine del rito funebre di sola liturgia della parola, accompagnata da ali di folla. Gli ultimi saluti alla quindicenne uccisa il 26 agosto scorso il cui corpo è stato ritrovato all'una e quarantacinque di giovedì 7 ottobre sono stati rivolti dal sindaco di Avetrana, Mario De Marco, dal fratello della ragazzina, Claudio, e da compagni di scuola ed amici.

"Sarah era ed è diventata la figlia di tutti noi" ha detto il primo cittadino. Dopo l'intervento di Claudio, che ha anche ringraziato l'associazione Penelope che si occupa delle persone scomparse, singhiozzando due compagne di classe, Francesca e Maria, hanno salutato la loro amica. "Non hai potuto vivere la tua vita - ha detto Francesca - per colpa di gente che non ha ormai più rispetto di nessuno".

"Ti hanno tolto la speranza di avere l'amore e forse anche una famiglia" ha aggiunto Maria. "Non si può morire in un modo così brutale e disgustoso". E dopo poche righe lette da due ragazzi di Novara che avevano seguito la vicenda di Sarah pur non avendola mai conosciuta, l'addio alla quindicenne è stato rivolto da alcuni bambini delle scuole elementari. "Tanti angeli in cielo - hanno ricordato all'unisono - troppe bestie sulla terra".