La drammatica sequenza dell'attacco con gli aerei kamikaze , la fuga da Manhattan, il lavoro instancabile dei pompieri, le commemorazioni delle vittime, Ground Zero per non dimenticare l'attacco terroristico al World Trade Center di New York che provoco altre 3000 vittime.
FERITA ATTENTATI ANCORA IN PSICHE AMERICANI - Come le grandi calamità naturali quali l'uragano Katrina, anche gli attentati terroristici dell'11 settembre 2001 hanno lasciato un segno indelebile sulla psiche e sul modo di affrontare lo stress degli americani, anche di quelli più lontani dai teatri degli attacchi, che nove anni dopo ancora persiste. Ne sono convinti diversi scienziati che in questi anni hanno studiato come una delle più grandi tragedie della storia statunitense si sia fissata nelle menti di chi ne é stato testimone. Secondo molte delle ricerche fatte in questi anni, anche se il trauma vero e proprio è finito, sono rimaste delle variazioni psicologiche nei testimoni che resistono ancora oggi: "Il fatto che le nostre esperienze modifichino il corpo e il cervello ha senso - spiega Barbara Ganzel della Cornell University al sito di Discovery Channel - ma la domanda che ci facciamo ora è 'per quanto tempo.'
La ricercatrice ha pubblicato nel 2008 uno studio in cui venivano confrontate le risonanze al cervello durante la visione di foto di persone in lacrime di pazienti che vivevano vicino ai luoghi dell'attentato con quelle di persone lontane, trovando differenze nell'amigdala, una parte del cervello che gestisce le emozioni, ma anche nei livelli di cortisolo, l'ormone dello stress: "Il mio sospetto - spiega la ricercatrice - è che queste differenze fisiche possano avere effetti anche su come si reagisce alla vita di tutti i giorni, anche se non tali da far diagnosticare un problema mentale". Altri studi hanno trovato invece che anche in chi non è stato testimone diretto del disastro ha avuto e sta avendo degli effetti prolungati: è il caso di Judith Richman dell'università di Chicago. L'epidemiologa stava studiando lo stress in un campione di abitanti della città prima degli attentati.
Usando i dati come base ha verificatoche cinque anni dopo gli attacchi si era registrato un aumento dello stress e del consumo di alcohol anche in un campione di abitanti della città della capitale dell'Illinois, che non era stata toccata dai terroristi: "Questi problemi hanno riguardato anche persone che non erano state colpite direttamente - spiega Richman - ricordo che qui a Chicago, quando è arrivata la notizia, siamo rimasti a fissare le Sears tower, aspettando un aereo che le colpisse da un momento all'altro".







