dall'inviato Bianca Maria Manfredi
MANTOVA - Forse parlare di opera pop e' troppo. Ma se si pensa che il Rigoletto filmato in diretta domani e domenica a Mantova nei luoghi e negli orari ideati da Giuseppe Verdi avra' oltre un miliardo di spettatori nel mondo la definizione calza.
Sara' la curiosita' per Placido Domingo - il tenore piu'' famoso al mondo che debutta nella parte baritonale del nano deforme - sara' che la formula del film in diretta ha gia' funzionato nella Traviata del 2000 e nella Tosca del 1992.
Fatto sta che i diritti di questa produzione ideata da Andrea Andermann realizzata con la Rai sono stati acquistati da 148 Paesi. In diretta (domani alle 20.30 e domenica alle 14 e alle 23.30 per le parti finali) sara' trasmessa da RaiUno, dalle tv europee e anche da una emittente australiana.
Negli Stati Uniti andra' a Natale, in Africa a settimana prossima, in Russia per l'inaugurazione dell'anno Italia Russia. E a sottolineare l'importanza culturale di questa produzione - con la regia di Marco Bellocchio, le luci del premio oscar Vittorio Storaro e la direzione di Zubin Mehta - in Italia prima della messa in onda ci sara' un saluto pre-registrato del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che in passato ha piu' volte parlato dell'importanza della musica. Lo sforzo tecnico di questo lavoro, che diventera' anche un dvd, e' notevole. L'orchestra nazionale della Rai sara' posizionata al teatro Bibiena con Mehta sul podio collegato con i cantanti attraverso altoparlanti e monitor nascosti nei luoghi dell'azione: palazzo Te', palazzo Ducale, la casa di Rigoletto parzialmente ricostruita dal giardino segreto di palazzo Te' e la rocca di Sparafucile, restaurata dalla produzione come 'omaggio' alla citta'.
Per assicurare il sincrono perfetto dell'audio sono stati tirati 4 chilometri di cavi e organizzati una serie di ponti, per le luci e' stata sviluppata una potenza che ''basta - ha spiegato Storaro - per illuminare 400 appartamenti''. ''Senza di lui non potremmo fare nulla'' gli ha riconosciuto Domingo che ha avuto parole di lusinga per tutto il giovane cast: Julia Navikova (Gilda), che l'anno scorso ha vinto Operalia il concorso per giovani talenti di Domingo, Vittorio Grigolo ''un tenore di cui essere orgogliosi, stupendo come duca di Mantova'', il mezzosoprano Nino Surgulatze (Maddalena) e il meno giovane Ruggero Raimondi (Sparafucile). Ma la vera star e' lui, Domingo.
''Lui era una conditio sine qua non - ha spiegato Andermann - ho sempre detto che senza Domingo non lo avrei fatto. Cerco artisti che interpretano, non semplici cantanti e la sua interpretazione lascera' il segno''. Per 'allenarsi' il cantante spagnolo ha gia' cantato Rigoletto a Pechino a inizio agosto ma per dire se continuera' a farlo preferisce vedere come va l'avventura mantovana. La sua paura maggiore e' di piangere per l'emozione in scena. ''Ho paura che le lacrime mi tradiscano - ha ammesso -. Come professionista ti controlli ma questo e' un ruolo tutta emozione''.
Bellocchio lo ha paragonato addirittura ai film di Raffaello Matarazzo che ha firmato drammoni con Amedeo Nazzari come Catene. Il veterano dell'avventura Mehta, che ha gia' diretto Tosca e Traviata, e' tranquillo e ringrazia la Rai per non essersi tirata indietro. Chi non ringrazia e' il ministro dei Beni culturali Bondi per i tagli ai teatri e al suo Maggio Fiorentino. ''E' senza vergogna - ha detto - e non ha il coraggio di venire a Firenze a parlare con noi''. Frase che ha scatenato subito le replica del ministro (''il maestro non sa di cosa sta parlando'') e reazioni politiche di solidarieta' (Matteo Orfini del Pd) e contrarieta' (il portavoce Pdl Daniele Capezzone, per il quale ''il giudizio di Mehta e' superficiale e conformista''). (ANSA).






