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Duro scontro Berlusconi-Fini nella direzione nazionale del Pdl

ROMA - Gianfranco Fini si alza in piedi irritatissimo, sembra sul punto di andarsene poi torna sui suoi passi e si risiede in platea deciso a rimanere al suo posto. Con Berlusconi c'é mancato poco che venissero alle mani. La guerra di nervi che va in scena alla direzione del Pdl sta tutta racchiusa in questa immagine.

Poco spazio alle tifoserie in platea. Non ce n'é bisogno anche se Bondi scalda per bene i 'fedelissimi' berluscones, mentre i finiani se ne stanno tutti compatti, come in 'curva', in un lato della sala.

Che l'atmosfera non sia delle migliori lo si percepisce abbastanza presto. Berlusconi, completo scuro e la tradizionale cravatta a pallini, si autodefinisce 'buttadentro', conduce i lavori e lo show. Ha rinunciato a mettere stacchetti o sigle alla 'Meno male che Silvio c'e", e la scenografia è sobria, ma il mood è comunque il solito.

Fini è seduto in prima fila tra la storica capo segretaria Rita Marino e il portavoce Fabrizio Alfano. Veste uno spezzato con pantaloni grigi e giacca scura, camicia bianca e cravatta rosa. Osserva Berlusconi che parla, impassibile, mastica una gomma e fissa il palco. Applaude solo quando il premier cita la necessità di fare riforme condivise.

Sarà l'unica altra volta, insieme alla citazione che Berlusconi fa di Carlo Azeglio Ciampi in relazione alle celebrazioni per l'Unità d'Italia. A scaldar ben bene la sala ci pensa poi Sandro Bondi con un intervento durissimo nei confronti di Fini che raccoglie un bel po' di applausi e addirittura una standing ovation alla fine.

Parlano i ministri, poi cala il silenzio e Fini va al microfono. L'atmosfera è sospesa. Il co-fondatore fa subito intendere che non andrà per il sottile. Il suo intervento è accolto da alcuni tiepidi applausi, ma c'é anche qualche fischio. Berlusconi lo ascolta nervosamente. Lo interrompe tre volte. "Avrai diritto di replicà", taglia corto Fini.

Il presidente della Camera finisce il suo intervento, va al banco della presidenza e Berlusconi è già in piedi con dei fogli in mano. Stretta di mano rapidissima tra i due e poi il Cavaliee va all'attacco. Fini si alza in piedi e protesta una prima volta, quando Berlusconi racconta ciò che si sarebbero detti all'ultimo pranzo alla Camera, il 'retroscena'. Accanto a lui Paolo Bonaiuti. Berlusconi picchia duro.

Fini più volte lo applaude ironicamente. Congiunge le mani e le scuote come a dire, 'Che stai dicendo'?. Alla fine, al passaggio sulla presidenza della Camera scatta in piedi. Sembra sul punto di andarsene. Poi torna indietro e si risiede in sala. Nella guerra di nervi e provocazioni in corso chi se ne va per primo potrebbe dare l'impressione della resa.