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Expo di Shanghai, il padiglione italiano

SHANGHAI - Un percorso per immagini, quasi cinematografico, per mostrare le eccellenze e le bellezze italiane. E' questa l'idea dello scenografo Giancarlo Basili che, per conto della Triennale di Milano, ha disegnato l'interno del padiglione italiano all'Expo di Shanghai che comincia il primo maggio. Basili, scenografo tra gli altri di Salvatores e Moretti, è riuscito ad integrare pienamente il suo progetto visionario ma realista allo stesso tempo, con le architetture avveniristiche di Giampaolo Imbrighi, a capo del gruppo di progettazione del padiglione.

Le pareti sfalsate, inclinate, nere e di vetro volute da Imbrighi sono la giusta cornice al percorso per immagini di Basili. Si parte con il boccascena del teatro palladiano di Vicenza, visibile anche all'esterno grazie alla grande vetrata, vicino all'istallazione bianca nella quale il tema del padiglione italiano, 'la citta' dell'uomò, è riprodotto in molte lingue. Attraverso l'opera palladiana, in scala ridotta ma riprodotta fedelmente, si entra nella prima sala delle eccellenze, con una Isotta Fraschini in mostra insieme ad una nuovissima moto Aprilia, scarpe avveniristiche e quadri moderni. Da questa sala si entra in quella dell'artigianato, dove artigiani, meglio, artisti, dal vivo mostreranno le lavorazioni italiane: dalle scarpe ai violini, il tutto accompagnato da un video di Giorgio De Ritti (regista de L'Uomo che verrà) sulle eccellenze artigiane italiane.

Dall'artigianato all'architettura il passo è breve: in un'altra sala i migliori fotografi della rivista Abitare hanno ritratto alcuni poco conosciuti esempi della grande architettura italiana, accostati a quadri del Canaletto. E' la volta della sala dell'industria, nella quale fanno bella mostra di loro alcuni prodotti tecnologici e non dell'industria italiana, sotto forma di istallazioni artistiche. E così il Mose di Venezia diventa una cerniera, la Fiat 500 fa bella mostra di sé tutta dipinta da un artista contemporaneo, c'é il robot che fa la raccolta differenziata dei rifiuti. L'ambiente più particolare è sicuramente quello dell'agroalimentare, nel quale un olivo si innalza verso un soffitto fatto di grano e papaveri, una sorta di pavimento rovesciato, che ricorda molto del scene del film di Salvatores Io non ho paura, realizzate dallo stesso Basili.

Qui nelle vetrine, esposta a mò di gioielleria, c'é la pasta, in ogni forma e tipo. Ma il centro di tutto è sicuramente la piazza, fortemente voluta da Imbrighi nel progetto e realizzata da Basili racchiudendo una immagine di una piazza ideale tra quelle dipinte di De Chirico e la sezione ridotta ma fedele della Cupola di Santa Maria del Fiore, che accompagna il visitatore al primo piano, riservato alle regioni. Sempre nella piazza, una parete è occupata dall'alta moda, mentre su un'altra sono incollati strumenti musicali a formazione di grande orchestra sinfonica, per ricordare l'importanza della musica italiana.

"Volevamo rispettare la bellezza dell'architettura - spiega Basili - senza appesantirla, ecco perché un percorso ad immagini. Secondo stime, il padiglione avrà 3000-3500 visitatori l'ora, volevamo offrire a tutti un percorso completo sulle bellezze italiane. Credo ci siamo riusciti". I tempi stringono, l'allestimento è in corso e l'inaugurazione si avvicina. "Siamo nei tempi - riferisce Ernesto Miraglia, direttore del padiglione italiano -: i nostri operai stanno lavorando giorno e notte per raggiungere il traguardo. Sono sicuro che il risultato sarà riconosciuto da tutti".