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Emergency, tre italiani arrestati in Afghanistan

''E' iniziata una guerra preventiva per togliere di mezzo un testimone scomodo''. Lo ha detto Gino Strada, il fondatore di Emergency.

''I nostri medici - ha aggiunto Strada in una conferenza a Milano sulla vicenda dei tre operatori dell'organizzazione umanitaria arrestati in Afghanistan - sono stati rapiti dalla polizia del governo Karzai''. L'ambasciatore italiano a Kabul ha incontrato stamani i tre operatori e li ha trovati ''in buone condizioni''.

''Quel governo e' difeso dalla coalizione internazionale della quale fa parte anche l'Italia. Si tratta di un'aggressione grottesca e ingiustificata che non trova una spiegazione - ha ribadito Strada - Le accuse mosse al nostro personale - ha aggiunto - sono approssimative e grottesche''.

'E' scattata una guerra ad un ospedale. La cosa - ha spiegato Strada - non mi sorprende perche' la logica della guerra e' diversa dalla nostra. Nella guerra un ospedale e' qualche cosa di strano e di anomalo perche' cura e cerca di salvare le vite invece di distruggerle''. Gino Strada ha quindi raccontato che in Afghanistan sono state eseguite in questi anni 60 mila visite ambulatoriali e ci sono stati 10 mila ricoveri.

''Abbiamo curato feriti grazie al rispetto delle convenzioni internazionali. Fino a poco tempo fa i trattati venivano rispettati. Oggi tutto questo non e' possibile. Dopo i bombardamenti non e' stato neppure possibile aprire un corridoio umanitario''. Intanto le autorita' afghane assicurano che l'indagine sui tre operatori di Emergency accusati di complotto sara' ''rigorosa e spedita''.