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Photostory: 2007, l'anno nero dei rifiuti punito dall'Ue

NAPOLI - C'erano duemila tonnellate di spazzatura per le strade di Napoli, la vigilia di Natale del 2007: un'istantanea emblematica dell'anno forse più nero dell'emergenza rifiuti, finito nel mirino della Commissione Ue fino alla condanna, oggi, da parte della Corte di giustizia europea. Un anno nel quale la mancanza di siti di stoccaggio aveva gettato nel caos sia la rimozione dei sacchetti in centinaia di comuni, sia il funzionamento degli impianti dove la spazzatura doveva essere trattata: a completare la crisi una serie pressoché infinita di proteste di piazza, sia nelle città che non volevano ospitare depositi di ecoballe sia in quelle che chiedevano la chiusura degli stoccaggi ormai saturi. Alla guida del commissariato per l'emergenza rifiuti c'é, nel luglio 2007, la staffetta tra Corrado Catenacci e Alessandro Pansa, quest'ultimo alla guida anche della prefettura di Napoli: a inizio 2008 l'incarico passerà a Gianni De Gennaro.

L'annus horribilis della spazzatura vede giungere al pettine una serie di nodi mai sciolti nei lunghi anni di un'emergenza iniziata nel 1994: la mancata apertura del termovalorizzatore di Acerra, il funzionamento a singhiozzo degli impianti che dovevano trasformare la spazzatura in combustibile, l'assenza di aree dove stoccare sia i rifiuti "tal quale" sia quelli imballati e destinati a un futuro smaltimento negli inceneritori. Soprattutto, la Campania in quell'anno fa i conti con i ritardi nell'avvio della raccolta differenziata, questione che vede i Comuni sul banco degli imputati. Ricorda a novembre il commissario Pansa: "Nei bandi di gara per i fondi Por del 2006 c'erano tantissimi soldi per realizzare i siti di compostaggio e tutta l'impiantistica per la differenziata. Pochissimi sono stati i Comuni che hanno chiesto questi fondi, e anzi alcuni che li avevano ottenuti hanno successivamente rinunciato".

Napoli e la Campania finiscono così sotto i riflettori dei media internazionali per un Natale nel segno della spazzatura. Turismo a picco, montagne di sacchetti lungo le strade, decine di interventi al giorno dei vigili del fuoco per roghi appiccati ai cumuli di immondizia che in qualche caso bloccano il traffico delle auto e arrivano ai primi piani degli edifici. Roghi che, come si affannano a ricordare i responsabili della sanità pubblica, contribuiscono in modo grave ad aumentare i pericoli per la salute: ai rischi di infezione derivanti dalla decomposizione del pattume si sommano quelli provocati dalla diossina sprigionata durante gli incendi. Una situazione "intollerabile", come la definisce in quelle settimane il commissario europeo all'Ambiente, Stavros Dimas.