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Photostory: Traffico d'armi verso l'Iran, sette arresti

MILANO  - Sette cittadini italiani e stranieri sono stati arrestati in un'operazione della Guardia di finanza di Milano per il reato di associazione a delinquere finalizzata all'illecita esportazione di armi e sistemi di armamento verso l'Iran, in violazione del vigente
embargo internazionale.

Tra i 7 arrestati, su 9 ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip di Milano nell'ambito dell'operazione conclusa oggi su un traffico di armi e materiale 'dual use' (materiale civile convertibile in militare), vi sono anche due presunti appartenenti ai servizi di sicurezza iraniani. Il primo è Nejad Hamid Masoumi, 51 anni, che era accreditato come giornalista presso la sala stampa estera a Roma dove è stato arrestato dalla Guardia di Finanza.

L'altro presunto 007 iraniano è stato arrestato a Torino. Si chiama Ali Damirchiloo, di 55 anni. Sono latitanti un altro iraniano, Hamir Reza, e Bakhtiyari Homayoun, di 47 anni. In manette anche Alessandro Bon, 43 anni, originario di Vittorio Veneto, residente e Monza e ritenuto dagli investigatori il promotore dell'organizzazione tramite una società, la Antares, ubicata a Varese.

Arrestati anche la sua compagna, Danila Maffei, 40 anni, un socio di Bon, Arnaldo La Scala, 45 anni, nonché un avvocato di Torino, Raffaele Rossi Patriarca, che secondo l'inchiesta si era recato in Iran a contattare ufficiali dell'esercito per la compravendita degli armamenti. Un altro arrestato è Guglielmo Savi, 56 anni, titolare di una società di telecomunicazioni, la Sirio srl.

Oltre 200 'ottiche' destinate al puntamento per fucili da guerra sequestrate in Romania. Altre 100 ottiche sequestrate all'aeroporto londinese di Eathrow, per una fornitura che doveva essere di 1.000 ottiche in totale, destinate, tramite incroci internazionali che coinvolgevano Dubai, all'Iran. Questo uno degli esiti dell'operazione Sniper, dall'inglese cecchino, effettuata dal Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Milano e coordinata dal procuratore aggiunto della Repubblica di Milano Armando Spataro.

Agli indagati, nove in tutto i destinatari delle ordinanze di custodia cautelare in carcere (due iraniani sono latitanti), sono contestati i reati di associazione a delinquere finalizzata all'illecita esportazione verso l'Iran, in violazione del vigente embargo internazionale, di armi e sistemi militari di armamento, con l'aggravante della transnazionalità.

Secondo quanto illustrato dagli investigatori è stata bloccata anche l'esportazione in Iran di un ingente quantitativo di proiettili traccianti, di esplosivi provenienti dall'Est Europa e una miscela di materiale chimico, altamente infiammabile e ad alto contenuto di energia termochimica usata nel settore militare come munizionamento, innesco esplosivo o per bombe incendiarie.