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Proteste in vista del vertice di Copenaghen

A due giorni dall'inizio del vertice sul clima di Copenaghen, diverse migliaia di persone sono scese in piazza in quattro capitali europee per fare pressioni sui leader mondiali, incluso il presidente Usa, Barack Obama, affinché venga raggiunto un accordo vincolante per la lotta al riscaldamento globale. La protesta più forte è stata a Londra dove migliaia di persone, 40mila per gli organizzatori, 20mila persone secondo Scotland Yard, sono scese in piazza. Alcuni dei manifestanti, che indossavano abiti blu e avevano anche il viso ricoperto di vernice, si sono poi diretti verso il Parlamento con striscioni con la scritta: "Adesso giustizia climatica; cambiamento climatico: la fine è vicina". La mobilitazione era iniziata con una messa caratterizzata poi dalle preghiere rivolte dai manifestanti ai partecipanti del summit. A Berlino gli attivisti, fingendosi leader mondiali, si sono seduti all'interno di un acquario gigante, che a mano a mano veniva riempito di acqua, per sottolineare i rischi dell'innalzamento del livello dei mari a causa dallo scioglimento dei ghiacci della Groenlandia e del'Antartide. A Parigi la manifestazione di protesta ha coinvolto 1.500 persone mentre un corteo variopinto formato da diverse centinaia di persone ha invaso oggi pomeriggio il quartiere comunitario a Bruxelles per chiedere, come scritto nello striscione d'apertura della manifestazione, "misure forti a Copenaghen".