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Rimini, l'auto di Falcone in mostra contro l'indifferenza

Il 23 maggio 1992 con quella macchina Cosa Nostra rischiò di far saltare in aria l'Italia. E forse è proprio lì, in quelle lamiere restaurate dall'amministrazione penitenziaria che furono dilaniate dalla mafia con cinque quintali di tritolo per colpire a morte il giudice Giovanni Falcone, che sta una delle immagini più belle e più emozionanti della Giustizia, quella con la G maiuscola. La Fiat Croma bianca sulla quale viaggiava Falcone insieme alla moglie Francesca Morvillo e due agenti della scorta sarà esposta da domani a domenica, alla Fiera di Rimini, al Salone della giustizia.

Nessuna macabra volontà voyeristica, ma solo la voglia di sottolineare che, a distanza di 17 anni, quella battaglia per la quale, 58 giorni dopo, cadde anche Paolo Borsellino, oggi si combatte con le armi della memoria. E contro un nemico che ha fatto scorrere fiumi di sangue, il pericolo più grande sembra essere diventato l'indifferenza o l'oblio di un episodio di attacco aperto, dichiarato, violentissimo, allo Stato. "Perché che le cose siano così non vuol dire che debbano andare così". Lo ricorda una frase dello stesso Falcone, scelta dall'amministrazione ed esposta sopra l'auto insieme ad una foto del giudice. "Solo che quando si tratta di rimboccarsi le maniche e cominciare a cambiare vi è un prezzo da pagare. Ed é allora che la stragrande maggioranza preferisce lamentarsi piuttosto che fare".

Ma più delle parole è un mucchio di lamiere che racconta. Anche a chi, nel 1992, non c'era ancora o era troppo piccolo per ricordarsi quello schianto, quella voragine nell' autostrada allo svincolo di Capaci, le lacrime piene di rabbia della vedova di uno dei giovani agenti della scorta che caddero in quell'attentato. E infatti a Rimini saranno gli studenti i principali destinatari di quel messaggio. Per provare a restituire almeno a loro quella capacità d'indignarsi che nel 1992 mosse l'Italia e che oggi continua ad essere un bene preziosissimo. L'auto è esposta nel padiglione del Salone della Giustizia dedicato al processo. Sarà corredata, oltre che dalle immagini di Giovanni Falcone, da una serie di pannelli illustrativi che ricorderanno la strage di Capaci e il processo che ne è seguito e che ha portato alla condanna all'ergastolo di 24 mafiosi, fra esecutori e mandanti. Perché quelle lamiere bianche, quei sedili di pelle nera, possano raccontare una storia del secolo scorso che, purtroppo, non invecchia