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FOTO: Dal delitto al processo, la sentenza di primo grado

Quello di Meredith Kercher e' stato un omicidio con un movente ''erotico, sessuale, violento'', maturato in un ''crescendo'' cominciato con Rudy Guede che, ''cedendo alla propria concupiscenza'', tento' un approccio con la giovane. Venne pero' respinto e a quel punto intervennero Raffaele Sollecito e Amanda Knox per i quali la prospettiva di aiutarlo ''poteva apparire come un eccitante particolare che, pur non previsto, andava sperimentato''.

E' questo il quadro delineato nella sentenza di primo grado, che ha condannato l'americana a 26 anni di reclusione e il giovane italiano a 25. Quadro pero' contestato dalle difese dei due giovani che hanno sempre negato di essersi trovati sulla scena del delitto mentre la studentessa inglese veniva uccisa.

A loro avviso l'aggressore della Kercher fu uno solo, Guede. Nella sentenza di primo grado la concessione delle attenuanti generiche alla Knox e a Sollecito venne motivata perche' i due imputati erano incensurati e giovanissimi. Cosa successe nella casa di via della Pergola (dove Mez abitava insieme all'americana e a due italiane assenti la notte del delitto) la Corte lo ha ipotizzato nelle valutazioni conclusive. Secondo i giudici ''nessun elemento'' ha confermato che i due imputati non si trovassero li' ma a casa di Sollecito come hanno invece sostenuto. Per Sollecito e la Knox il collegio di primo grado - facendo propria la ricostruzione dei pm Giuliano Mignini e Manuela Comodi sulla base delle indagini della polizia - ha delineato una serata improvvisamente libera durante la quale si recarono in via della Pergola facendo entrare in casa (verso le 23) Guede (processato con il rito abbreviato e condannato definitivamente a 16 anni di reclusione) che ando' subito in bagno mentre i due allora fidanzati si appartarono in camera della giovane di Seattle ''per stare in intimita'''.

Una situazione probabilmente avvertita dall'ivoriano come ''carica di sollecitazioni sessuali'', tanto da indurlo - e' l'ipotesi ritenuta piu' probabile dalla Corte in base agli indizi a disposizione - a cercare un approccio con Mez ancora sveglia, vestita e intenta nella lettura di un libro o in un compito universitario in camera sua. Avance alle quali pero' l'inglese - si legge ancora nelle 427 pagine di motivazioni del primo grado - oppose un ''netto rifiuto'' dopo il quale Sollecito e la Knox ''intervennero spalleggiando Rudy''.

Il tutto in un contesto segnato anche dall'uso di droga da parte dei due ex fidanzati che ferirono al collo Mez: prima Sollecito, dopo avere tagliato il reggiseno, provocando la ferita piu' piccola con un coltello che portava sempre con se' e quindi la Knox, che provoco' la lesione maggiore con quello da cucina poi sequestrato in casa del giovane pugliese dopo un ultimo ''grido fortissimo di dolore''. Dopo che Guede aveva violentato con una mano la giovane inglese ormai ''quasi completamente denudata''.

Poi il tentativo da parte di Sollecito e della Knox - sempre secondo i giudici di primo grado - di inscenare un furto e le accuse, risultate infondate, dell'americana a Patrick Lumumba, per le quali e' stata condannata anche per calunnia. Ricostruzione pero' sempre smentita dai due giovani che hanno sostenuto di esseri trovati nella casa di Sollecito a dormire quando la Kercher venne uccisa.

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