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La villa di Fogazzaro diventa un museo

Donata al Fai dal pronipote Giuseppe Roi, diventerà presto una casa museo Villa Fogazzaro Roi, la bellissima e malinconica residenza di Piccolo Mondo Antico, affacciata sul lago di Lugano a Oria, in Valsolda (Como).

Fino al 30 settembre, il sabato, la villa sarà presentata su prenotazione, per cominciare, ai soci Fai o a quelli che si vorranno iscrivere sul posto. Poi, dopo la catalogazione degli oggetti e i lavori di adeguamento, aprirà definitivamente le porte a tutti. Adagiata sulla sponda del lago di Lugano, a pochi chilometri da Como e non lontana da Milano, Villa Fogazzaro è un posto incredibile e fascinoso che ha difeso decennio dopo decennio il suo piccolo grande mondo. Era la metà dell'Ottocento, quando Fogazzaro scelse di ambientarvi il suo romanzo più famoso. Da allora, grazie anche alla cura del pronipote (il nonno del marchese Roi aveva sposato la figlia dello scrittore) tutto sembra essere rimasto tale e quale, ogni cosa curata con inimmaginabile attenzione.

C'è il giardino con le stesse piante, c'é il viottolo che costeggia il lago, la terrazza, la darsena dove un brutto giorno, nel romanzo, annega Maria, la bambina figlia dei protagonisti Franco e Luisa, la piccolina che il nonno chiamava 'Ombretta sdegnosa del Missisipi'. Anche all'interno della casa è tutto rimasto com'era, i saloni, lo lo studio, le camere da letto, la cucina. Ci sono i mobili, i soprammobili, gli oggetti, persino la scrivania con in cassetti sui quali Fogazzaro, dopo la morte del figlio, incise frasi disperate. Tutto incredibilmente mantenuto, come pure l'esterno, rimasto un 'set' naturale e perfetto, com'era a metà Novecento, quando Mario Soldati girò qui alcune scene del suo indimenticabile film.

Un posto bellissimo e dimenticato come un po' trascurata é anche la memoria del suo antico proprietario. Perché pur essendo stato un grande scrittore, più volte vicino al Nobel, amatissimo dai lettori, Antono Fogazzaro, sottolineano dal Fai, oggi è un po' trascurato, "presente più nella storia della letteratura che nelle librerie e negli scaffali delle case". Dalla donazione del marchese Roi, quindi, la possibilità di una doppia riscoperta, quella di un grande scrittore e del suo luogo del cuore e insieme di un angolo di paesaggio nascosto.