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Lo sfottò all'Inter, in ricordo dello scudetto strappato ai nerazzurri il 5 maggio 2002, con un drappo sventolato da capitan Buffon, canti e balli sul pullman scoperto della Juventus che ha fatto il giro della città, nonostante la pioggia, per festeggiare lo scudetto numero 29, conquistato oggi con tre giornate d'anticipo, il secondo dell'era Conte, anche se il numero ricorrente stampato anche sul mezzo è il "31". E' festa totale per gli juventini di Torino, raccolti intorno alla squadra che ha voluto onorare anche l'ultimo impegno per lo scudetto con una vittoria. E' cominciato tutto con un imprevisto per nulla piacevole per la società: nonostante i ripetuti inviti dello speaker a non abbandonare i posti allo stadio per permettere il saluto della squadra con il classico giro di campo, un migliaio di giovani ha pensato bene di invadere il terreno di gioco (come è noto allo Stadium non ci sono barriere), quando i calciatori di entrambe le squadre erano ancora in campo, dopo il fischio finale di Romeo. Qualche risultato, grazie agli stewart, si è ottenuto, ma appena sono sbucati dal sottopassaggio i primi giocatori, è tornato il caos, con una seconda pacifica invasione, che ha costretto i protagonisti a scappare letteralmente, soffocati dall'abbraccio troppo caloroso dei fans, per tornare precipitosamente negli spogliatoi.
La passerella quindi è stata annullata, in attesa del giro sul pullman scoperto che sarebbe iniziato di lì a un paio d'ore dopo. Intanto, campeggiavano sul campo un gigantesco scudetto rigorosamente con il numero 31, cioé gli scudetti che la società ritiene di avere vinto sul campo. Stesso drappo e stesso numero campeggiano in curva Scirea. Stesso numero pronunciato più volte dallo speaker e condiviso da tutti, anche da Pepe che ha esposto un cartello stradale con il numero 31, riprendendo spunto dalla gag dello scorso anno, quando il cartello era quello del limite dei 30 km di velocità, evidentemente superato oggi. Intanto, impazzavano i gavettoni: Conte spogliato e buttato in mutande in una vasca gelata, che poi commenterà: "Ho subito una autentica aggressione, dovevo solo capire se mi gettavano nell'acqua calda o fredda". Gavettoni più moderati tra dirigenti, con Marotta che lo fa quasi involontariamente al presidente Agnelli, prima di andare a festeggiare a casa. I giocatori, quando avevano fatto la fugace apparizione in campo prima della seconda invasione, indossavano gli occhiali firmati da Lapo Elkann, un chiaro omaggio a un altro membro della famiglia Agnelli che si è sempre manifestato grande tifoso, anche nelle apparizioni pubbliche. C'é anche spazio per i momenti privati, come il messaggio di Del Piero a Buffon: "Abbiamo scherzato e mi ha fatto i complimenti", rivela il portiere. Si sprecano le congratulazioni su twitter, da Zidane a Davids e tanti altri campioni del passato.
Davanti allo Stadium campeggia ancora il numero 30, ma comunque il simbolo è stato illuminato. Al termine della conferenza stampa di Conte, gli si è presentato il performer televisivo Peppe Quintale e ne è uscito un siparietto gustoso, basato sulla gag della parrucca, che Quintale aveva in mano per regalarla a Conte, un argomento su cui il tecnico ha scherzato più volte, senza alcun tabù per il suo trapianto di capelli. E poi parte il pullman, quando ormai, complice il cielo grigio, é quasi scuro: Bonucci guida la comitiva, sul tetto, con lo scudetto numero 31 di cartone in mano. Buffon sventola un drappo il drappo dedicato al '5 maggio', sostenuto da due aste. Una ennesima allusione all'Inter e alle amarezze del dopo Calciopoli. Le piazze del centro di Torino sono gremite di gente, in attesa del pullman. Nemmeno la pioggia ferma la festa.

