Una memoria in luoghi quotidiani e di passaggio
30 luglio, 19:37
Nessun museo o monumento: a Bologna la memoria del 2 agosto vive in luoghi quotidiani e di passaggio. Così ha sempre voluto ricordare la bomba e gli 85 morti l'associazione dei parenti delle vittime, rifiutando in passato progetti importanti (anche uno firmato Guttuso e Mister Luna), scegliendo di non separare la memoria dalla città.
IL MEMORIALE NELLA SALA D'ATTESA - Lo squarcio nel muro, il foro causato dalla bomba, la lapide con i nomi e l'età delle vittime e un'incisione con la preghiera di Papa Giovanni Paolo II. Il complesso commemorativo occupa una delle sale più trafficate della stazione e non verrà toccato dai lavori di ampliamento e ristrutturazione dei prossimi mesi. In occasione del trentennale, inoltre, è stato dichiarato patrimonio Unesco per la pace. Sulla lapide la dicitura 'vittime del terrorismo fascista', nel 2001 al centro di un caso politico nazionale dopo la richiesta di togliere il riferimento al fascismo portata avanti dalla maggioranza di centrodestra: "Finché sarò sindaco non si tocca", chiuse la vicenda Giorgio Guazzaloca.
IL PANNELLO DEL TEATRO COMUNALE - Il 30 giugno 2000 è tornato nel suo luogo originario un pannello pubblicitario del teatro Comunale: si tratta, infatti, dell'unico pezzo della sala d'aspetto rimasto intatto nell'esplosione ed era stato conservato da un controllore dietro la sua scrivania. Quando andò in pensione, decise di restituirlo alla città e l'associazione dei parenti delle vittime lo ha rimesso esattamente dove si trovava prima.
IL TRENTASETTE - Le lenzuola bianche sui sedili e sui finestrini e quella continua spola tra la stazione e l'obitorio. Un carro funebre che ha fatto avanti e indietro per sedici ore di fila. L'autobus numero 37 che trasportò le salme delle vittime è una delle immagini indelebili nella memoria della strage. Oggi è conservato nel museo dell'azienda comunale dei trasporti a poche centinaia di metri in linea d'aria dalla stazione da un lato e dal relitto del Dc9 Itavia di Ustica dall'altro. Al volante c'era Agide Melloni, per 22 anni incapace di descrivere quello che vide e salvo per pochi minuti: il suo turno sarebbe iniziato poco dopo le 10.25.
I TASSISTI - 'Per non dimenticare', uno dei cortometraggi più riusciti sulla strage, inizia proprio con un dialogo tra tassisti nel piazzale di fronte alla stazione. La bomba, infatti, colpì a pochi metri dal loro parcheggio. Per ricordarli un classico taxi giallo deformato dall'esplosione è stato posto davanti all'entrata della Co.Ta.Bo, la storica cooperativa bolognese dei tassisti, a pochi passi dal parco Nord.
L'OROLOGIO - Le lancette ferme sulle 10.25 di quel quadrante così uguale in tutte le stazioni d'Italia è diventato il simbolo universale della strage e della lotta per la verità. Tanto che, quando nel 2001, venne rimesso in funzione tutta la città si ribellò, senza accorgersi che in realtà l'orologio aveva funzionato normalmente fino al 1996 e che veniva fermato sull'orario dell'esplosione solo in occasione delle commemorazioni. Così dal 2002, per informare i viaggiatori più distratti, sotto c'é una targa che spiega il perché in una stazione ci sia un orologio che segna sempre la stessa ora.







