(ANSA) - ROMA, 03 AGO - Se lo stato di salute di una
popolazione si misurasse dalla sua percezione del benessere
fisico, allora si potrebbe affermare che gli italiani stanno
bene e che la crisi economica non ha scalfito il loro sentire,
almeno per quanto riguarda lo stato fisico. Ben sette su dieci,
secondo il Rapporto Nazionale Passi 2009 dell'Istituto Superiore
di Sanita', sulla percezione dello stato di salute hanno
dichiarato di stare bene, con alcuni 'giorni no', circa 5 in un
mese.
Nel sistema di sorveglianza Passi la qualita' della vita in
relazione alla salute, viene valutata col metodo dei 'giorni in
salute' che si basa su quattro domande: lo stato di salute
autoriferito, il numero di giorni nell'ultimo mese in cui
l'intervistato non si e' sentito bene per motivi fisici, mentali
o psicologici e il numero di giorni in cui ha avuto limitazioni
nelle attivita' abituali.
In base a questo metodo, il 67,5% degli intervistati ha
dichiarato di star bene o addirittura molto bene. Un risultato
positivo se si considera che tre anni fa, nel 2007, prima della
crisi, questa percentuale si fermava al 64,7%. Secondo la
ricerca, (frutto di oltre 30mila interviste realizzate nelle Asl
aderenti al monitoraggio) sono piu' soddisfatti di se' gli
uomini (72%) rispetto alle donne (63%) e,
come si puo' facilmente intuire, i giovani (86%) rispetto agli
over 50 (48%). Inoltre, a fare la differenza e' anche il livello
di istruzione, oltre alla presenza di malattie croniche e di
difficolta' economiche.
''Il livello di istruzione - precisa Barbara De Mei,
ricercatrice del Centro Nazionale di Epidemiologia Sorveglianza
e Promozione della Salute dell'Iss - influenza la condizione di
salute, mentre la presenza di difficolta' economiche o malattie
croniche identifica le categorie di popolazione piu'
vulnerabili, cioe' quelle che riferiscono una peggiore qualita'
della vita in relazione allo stato di salute, consumano piu'
risorse sanitarie e dovrebbero ricevere un'attenzione dedicata
nella sorveglianza e nell'offerta di servizi. Per questo, al
monitoraggio dovrebbero seguire azioni di miglioramento,
soprattutto nella prevenzione primaria, fattore che puo'
influenzare la percezione dello stato di salute''.
Anche nel comune sentire l'Italia e' spaccata in due, con il
Nord dove la qualita' della vita percepita e' migliore, basti
pensare che a Bolzano la percentuale di soddisfazione per la
propria salute e' del 79%, mentre in Calabria e' del 56%.
''Questo risultato e' spiegabile con la diversa distribuzione
della ricchezza - aggiunge De Mei - e le differenti condizioni
dei servizi sanitari offerti''. (ANSA)