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SALUTE: STRESS SUL LAVORO, AIUTI ALLE AZIENDE DALLA VITAL

16 luglio, 15:54
    (ANSA) - BOLZANO, 16 LUG - E' slittata al 1° gennaio 2011
l'entrata in vigore della nuova norma che introduce per le
aziende l'obbligo di eseguire un'analisi del rischio di stress
da lavoro e di adottare apposite misure preventive. La
Fondazione Vital viene pero' fin da subito in soccorso delle
aziende, con concreti interventi di aiuto.
   Lo stress da lavoro puo' provocare patologie anche gravi sia
psichiche che fisiche, ed e' ritenuto in parte responsabile
degli elevati costi sostenuti per l'assistenza medica e del calo
della produzione. Le stime piu' attendibili parlano di una cifra
che si aggira attorno all'1,2% del Pil: applicando il dato alla
realta' altoatesina, si viaggia sull'ordine dei 200 milioni di
euro all'anno. Lo stress da lavoro e' un fenomeno che interessa
un numero crescente di persone. Secondo una recente indagine
condotta fra 30mila lavoratori europei, un quinto degli
intervistati soffre di stress collegato al lavoro. 
   La Fondazione Vital puo' offrire alle aziende aiuti concreti
nella pianificazione e attuazione di misure in favore della
salute. ''Lo stress non e' tutto uguale - spiega in una nota il
responsabile di settore Manfred Andergassen - ed e' sempre
inserito nel contesto delle condizioni generali offerte da
un'azienda ai propri lavoratori. E' importante guardare
all'organizzazione nel suo complesso, ma occorre anche partire
dai bisogni concreti degli interessati, perche' le esigenze
possono variare da azienda ad azienda''. Il decreto, contenuto
nel Testo unico sulla sicurezza, prevede per le aziende
pubbliche e private l'obbligo di eseguire, a partire dal 1°
gennaio 2011, una valutazione del rischio stress
lavoro-correlato, ma mancano sia le linee guida, sia una
direttiva che stabilisca le procedure concrete di valutazione.
   ''C'e' il rischio - dice il direttore della Fondazione Vital
Franz Plörer - che le aziende vedano in questa norma una forma
di vessazione burocratica anziche' un'opportunita', e che la
valutazione non tenga conto dei fattori di stress piu' rilevanti
limitandosi invece a considerare degli indicatori come l'assenza
dal lavoro per malattia, le aspettative non retribuite e il
numero degli interventi disciplinari. Quel che in ogni caso non
deve accadere e' la colpevolizzazione del singolo per la
situazione di stress''.(ANSA).
          

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