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Prandelli ct: Cassano e qualita'

Oriundi? Perche' no. Buffon capitano Italia

01 luglio, 19:32
Cesare Prandelli Cesare Prandelli

(di Francesco Grant)

(ANSA) - ROMA - Cassano si', Balotelli forse, oriundi perche' no. In ogni caso un'Italia ''di qualita', sempre''. L'era di Cesare Prandelli e' cominciata con qualche sorriso di ottimismo, un po' di sperdimento nel mare azzurro in tempesta e un messaggio chiaro: ''Faro' le mie convocazioni in base alla meritocrazia, perche' la qualita' e' quella che conta, sempre: poi ci vuole dignita' nei comportamenti e rispetto dei ruoli''.

Si riparte dunque da Cassano subito e Balotelli a breve, e da quei veterani che ancora se la sentono, come ''Buffon cui mi auguro di dare la fascia di capitano ai prossimi Europei'' o De Rossi e Pirlo, giocatori ''di esperienza e di qualita'''. Obiettivo immediato, ''qualificarci a Euro 2012 e li' portare una nazionale con un'identita' e un suo progetto''. Sostiene, Prandelli, di non aver mai pensato alla panchina della nazionale fino alla chiamata di Abete e nonostante il tam tam insistente sul suo nome. E nel giorno della presentazione all'Olimpico il nuovo ct ha un piccolo cedimento, quando si dice convinto di esser stato chiamato ''perche' altri colleghi piu' bravi di me erano gia' accasati, e io ero l'unico disponibile'', a sottolineare con il lapsus in viola come l'impegno sia piu' grande di lui. Era stato chiamato per costruire una nazionale di giovani, ora si ritrova a dover ricostruire e basta. Con tutto il suo staff al seguito, un contratto quadriennale, e l'obbligo di non fallire l'obiettivo intermedio di Euro 2012. ''Non baratto la costruzione di una buona nazionale ai Mondiali in Brasile con la qualificazione europea - puntualizza - Voglio una nazionale con una sua identita' di gioco gia' da Euro 2012. Di tempo ce ne e' poco, ma non tutto e' da buttare: il calcio italiano ha qualita' e Lippi mi lascia una nazionale con grande spirito e attaccamento alla maglia.

Ripartiamo dall'orgoglio'', dice provando a ribaltare in positivo ''tutto il negativo del Mondiale: vogliamo dimostrare che e' stata una parentesi, il posto che compete all'Italia e' tra le prime quattro del mondo'' Non ha ricette magiche ne' moduli predefiniti, piuttosto cerchera' di ''impiegare i giocatori nei loro ruoli naturali, per tirare fuori il meglio''; e questa appare l'unica presa di distanza dall'Italia vista in Sudafrica, perche' il suo modello di ct e' Bearzot. A marcare la differenza sara' pero' l'obbligo di guardare oltre. ''Totti? Se mi trovassi a richiamare per la partita della vita un giocatore di classe, vorrebbe dire che ho sbagliato tutto - taglia corto - Degli oriundi dico: se giocano molto bene e hanno il passaporto, perche' no...Quanto a Cassano e Balotelli, la qualita' puo' sempre coesistere, basta trovare l'equilibrio che ogni allenatore cerca - assicura Prandelli - Penso gia' alle convocazioni per l'amichevole del 10 agosto e per le qualificazioni di settembre, ma nomi non intendo farne. Cassano e' cresciuto da quando l'ho incrociato alla Roma, ora e' maturo e sereno: deve ringraziare Carolina, sono le persone che hai accanto nella vita, specialmente le donne, che ti danno il giusto senso delle cose. Balotelli invece non lo conosco, dico solo che i ragazzi giovani spesso hanno paura di crescere e dei loro sentimenti: viva in modo sereno la professione che fa, la piu' bella del mondo''. Ai due chiedera' rispetto: ''Se trasmetti il concetto a chi ha solo grandi qualita' tecniche lo porti dalla tua parte. Col rispetto, ottieni dalle persone piu' di quello che hanno dentro''.

Intanto, il 10 agosto a Londra con la Costa d'Avorio provera' a fare una nazionale ''che abbia un senso, magari chiamando come difensori centrali giocatori abituati a giocare insieme nel club. Visto al Mondiale le squadre che impostano il gioco a partire dai difensori?''. La prossima settimana incontrera' Lippi, che ha sentito al telefono prima e dopo Sudafrica 2010, poi comincera' a girare per amichevoli a vedere le prime uscite delle squadre. ''Ai club - l'appello del nuovo ct - chiedo di investire sui giovani. Vengo dal settore giovanile dell'Atalanta, so che la qualita' c'e'. Ma i tecnici devono pensare a far crescere i ragazzi, piu' che alle loro carriere''. Quanto agli stages, sono un auspicio ma di difficile realizzazione. Per rafforzare il Club Italia e trovare porte aperte con le societa', bisognera' aspettare le nuove nomine. ''La prima cosa sara' fare squadra fuori dal rettangolo di gioco'', lo slogan dell'ottimista Prandelli.

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