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Croazia: Ivan il terribile, e' arma anti-Italia

Alla Croazia non manca la spavalderia. Corluka, 'siamo pronti'. Bilic si affida a Perisic e due 'arieti'

La Nazionale croata
La Nazionale croata

dell'inviato Alessandro Castellani

DANZICA (POLONIA) - Se c'é una cosa che al popolo croato non manca è la spavalderia. La nazionale di calcio non fa certo eccezione ed ecco perché si è presentata a questo Europeo decisa, come sottolinea il difensore Corluka, "ad arrivare fino in fondo". Eternamente in bilico tra la consacrazione ed il limbo, genio e sregolatezza come un po' tutte le squadre della ex Jugoslavia, la Croazia di Bilic non si nasconde. E' arrivata alla fine del proprio ciclo, ma prima dell'inevitabile rinnovamento in chiave Brasile 2014, vuol lasciare di sé un ricordo finalmente vincente. Non sarà spettacolare come la squadra dei Boban, Prosinecki e Suker, capace di arrivare terza in un Mondiale, ma la nazionale croata di oggi non si sente inferiore alla concorrenza, ha cominciato stendendo l'Irlanda con i gol dei suoi arieti Mandzukic e Jelavic e, pensando all'Italia, confida nel fatto che in passato ha offerto il meglio di sé contro rivali teoricamente più quotate. Per questo Corluka sottolinea che "siamo pronti ad affrontare l'Italia, e fare di nuovo la nostra parte. Gli azzurri hanno giocato molto bene contro la Spagna, e hanno certamente più calciatori di qualità rispetto all'Irlanda. Però noi possiamo giocarcela con chiunque, perché siamo venuti qui per fare bene ed arrivare fino in fondo", sottolinea il difensore con il volto da fotomodello che al calcio italiano, quand'era al Tottenham, ha già dato un dispiacere eliminando il Milan dalla Champions. Ora invece l'esempio da seguire è la Croazia di dieci anni fa, quella del 'perugino' Rapajc, che nella prima fase del Mondiale giapponese batté l'Italia del Trap. Con Trapattoni, che adesso allena l'Irlanda, la replica di quel ko c'é già stata domenica scorsa, adesso tocca agli azzurri del nuovo condottiero Prandelli. Per ottenere un'altra vittoria che la proietterebbe al turno successivo, la Croazia punterà di nuovo sulla coppia offensiva Jelavic-Mandzukic, tre gol in due contro gli irlandesi.

Il primo é un attaccante di peso che si è molto ben ambientato prima in Scozia ai Rangers e poi in Premier nell'Everton. L'altro è una seconda punta che nel Wolfsburg (da lui salvato a suon di reti l'anno scorso) ha fatto anche il trequartista ma che ora potrebbe lasciare la Bundesliga per spostarsi in Inghilterra (ha offerte da Tottenham e Liverpool) o seguire il ct Bilic al Lokomotiv Mosca. In passato c'é stato qualche discorso con la Fiorentina. Con questi due attaccanti, entrambi validi nel gioco aereo e vicini al metro e 90 di altezza, Bilic conta di 'sfondare' il muro azzurro, grazie anche all'abilità nei cross di capitan Srna e di Rakitic, gli uomini che dovranno innescare il duo offensivo. In difesa invece il tecnico sta facendo di tutto per recuperare Simunic, tenuto a riposto contro l'Irlanda per problemi fisici, perché il suo sostituto, il legnoso 'austriaco' Schildenfeld, non è apparso all'altezza e potrebbe trovarsi a mal partito se opposto a talenti come Cassano, Balotelli e Di Natale. Ma il vero asso nella manica della Croazia, Modric a parte, potrebbe rivelarsi 'Ivan il terribile', ovvero quel Perisic ancora poco conosciuto in Italia ma che tutti in Germania, ed in particolare a Dortmund (gioca nel Borussia) hanno imparato ad apprezzare. Centrocampista di quantità e qualità, capace di tamponare ed impostare, contro l'Italia non vuole certo sfigurare al cospetto di gente come De Rossi e Marchisio. Tre anni fa, quand'era ancora a Spalato, è stato offerto inutilmente a Parma e Fiorentina, che non ne hanno intuito le doti, poi è finito al Sochaux per soli 100mila euro. In Ligue 1 si è fatto valere ed il team della Peugeot ha goduto due volte: prima sfruttandone le doti sul campo, poi quando lo ha ceduto al Borussia. Prandelli farà bene a studiare adeguate contromosse, altrimenti questo giocatore all'Italia potrebbe provocare qualche dispiacere.

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