La posta in gioco
Delle 13 Regioni in cui si votera' domenica e lunedi', ben 11 sono governate dal centrosinistra e due dal centrodestra
26 marzo, 14:46
di Giovanni Innamorati
E' una vera e propria guerra di numeri quella tra i poli sul numero delle Regioni che prevedono di conquistare: il centrodestra e il centrosinistra tengono bassa la soglia sul numero delle regioni cheessi considerano necessarie per poter proclamare la propria vittoria il giorno dopo le urne, il che fa capire l'incertezza che c'e' nei partiti, anche se negli ultimi giorni il Pd mostra un ottimismo che ancora non si vede nella maggioranza.
Delle 13 Regioni in cui si votera' domenica e lunedi', ben 11 sono governate dal centrosinistra e due dal centrodestra, cioe' Lombardia e Veneto. Al voto del 2005 Berlusconi subi' una pesante sconfitta che apri' una fase critica della coalizione, con l'Udc che comincio' a chiedere la ''discontinuita'' nella guida del centrodestra. Secondo i sondaggi effettuati quattro settimane fa, prima che scattasse il divieto della loro pubblicazione, il centrodestra sarebbe in netto vantaggio in quattro Regioni: Lombardia, Veneto, Campania e Calabria.
Ma Berlusconi preferisce tenere l'asticella ancora piu' bassa sostenendo che ogni Regione strappata al centrosinistra rappresenta una vittoria. Anche Ignazio La Russa ha affermato che un risultato di 11 a 3 per il centrosinistra sarebbe ''una vittoria di Pirro''. Sempre per i sondaggi di un mese fa, il centrosinistra era avanti abbondantemente in Emilia, Toscana, Marche, Umbria, Basilicata e Puglia, vale a dire sei Regioni. E Pier Luigi Bersani, nei giorni scorsi ha detto che si sentirebbe vittoriosose la sua coalizione si imponesse in sette regioni, una in piu' del centrodestra e una in piu' di quelle gia' sicure. In bilico sono considerate Liguria, Lazio e Piemonte. Non e' un caso che in Bersani dedichi a queste Regionii suoi ultimi giorni di campagna elettorale, con la chiusura a Torino, Asti, Cuneo e Verbania. Anche Berlusconi si e' speso per sostenere Roberto Cota in Piemonte. Per la verita' Bersani pur ammettendo che in Piemonte e Lazio ''siamo sul filo di Lana'', si e' dichiarato ''ottimista'' sull'esito. ''Non dico che abbiamo gia' vinto - ha affermato - ma che vinciamo''.
Insomma dal risultato in queste tre regioni dipendera' l'affermazione dei due schieramenti. Berlusconi ha pero' introdotto una altra variante: si considera vincitore, ha spiegato, se alla fine la maggioranza degli Italiani sara' amministrata dal centrodestra, che negli scorsi anni si e' gia' imposto in Friuli, Sardegna e Abruzzo. Con la Lombardia che conta 9 milioni di abitanti, e la Campania che ne sfiora 6, a Berlusconi basterebbe aggiudicarsi due altre regioni popolose, tra le quali puo' annoverare il Veneto.
Quanto a Bersani, ha spiazzato i suoi interlocutori che gli chiedevano quante regioni giudicava sufficienti per cantare vittoria: ''il giorno dopo le elezioni - ha detto - non domandatemi 'come sono andate le elezioni'; siete professionistidell'informazione, me lo direte voi chi ha vinto e chi a perso''. Un chiaro segno di ottimismo.









