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Elezioni 2013

Da prima seduta Camere a voto Colle

Un sudoku istituzionale che potrebbe concludersi anche nella seconda metà di maggio. Legislatura parte 15 marzo

27 febbraio, 13:17
Le prossime scadenze Le prossime scadenze
Da prima seduta Camere a voto Colle

di Francesco Bongarrà

ROMA - Dopo il voto, lo spoglio e la proclamazione dei risultati elettorali parte il meccanismo che porta alla nascita della diciassettesima legislatura e del nuovo governo.

Ecco le scadenze di questo percorso, e che si intreccia con l'elezione del nuovo presidente della Repubblica. Un sudoku istituzionale che potrebbe concludersi anche nella seconda metà di maggio.

11 MARZO: PRIMI ADEMPIMENTI PER PARLAMENTARI - L'11 marzo aprono a Montecitorio e Palazzo Madama i centri di accoglienza dove dovranno presentarsi le tante 'matricole' ed i rieletti in Parlamento per i primi adempimenti: dalla foto per la 'Navicella' all'emissione del tesserino di parlamentare.

15 MARZO: PRIMA RIUNIONE DELLE NUOVE CAMERE - Camera e Senato devono essere convocate per la loro prima seduta entro 20 giorni dalle elezioni. La data del 15 marzo è quella prevista dal decreto con cui il presidente della Repubblica ha sciolto le camere convocando i comizi elettorali. Nella prima seduta dovrà essere risolto il nodo delle 'opzioni', ovvero della scelta della circoscrizione per i deputati eletti in più luoghi. A presiedere la seduta di Montecitorio sarà il vicepresidente rieletto più anziano per carriera parlamentare; a Palazzo Madama toccherà al senatore più anziano per età. Alla Camera la presidenza provvisoria dovrebbe quindi andare a Antonio Leone (Pdl); a Palazzo Madama lo scranno più alto dovrebbe spettare a Giulio Andreotti che però potrebbe rinunciare passando la mano ad Emilio Colombo.

I PRESIDENTI DELLE CAMERE - La loro elezione è il primo adempimento delle nuove Camere. Nelle ultime sei legislature il presidente della Camera è stato eletto il giorno successivo all'inizio della legislatura. Più o meno analoga è la situazione per il Senato. A Montecitorio l'elezione scatta nei primi tre scrutini solo se si raggiunge la maggioranza dei 2/3; a partire dal quarto è sufficiente la maggioranza assoluta, di cui il Pd dispone. E' dunque prevedibile che, in mancanza di accordi nelle prima tre votazioni, il presidente della Camera possa essere eletto sabato 16 marzo a maggioranza assoluta. Quanto al Senato, nei primi due scrutini per eleggere il presidente serve la maggioranza assoluta dei voti dei componenti del Senato. Qualora non si raggiunga questa maggioranza, si procede, nel giorno successivo, ad una terza votazione nella quale è sufficiente la maggioranza assoluta dei voti dei presenti, computando tra i voti anche le schede bianche. Qualora nella terza votazione nessuno abbia riportato questa maggioranza, il Senato procede nello stesso giorno al ballottaggio fra i due candidati che hanno ottenuto nel precedente scrutinio il maggior numero di voti e viene proclamato eletto quello che prende più voti. A parità di voti é eletto il candidato più anziano di età.

20 MARZO: I CAPIGRUPPO - Entro il 18 marzo i parlamentari devono dichiarare a che gruppo aderiscono. I gruppi sono convocati il 20 marzo per eleggere i rispettivi presidenti

21 MARZO: VIA ALLE CONSULTAZIONI - Una volta eletti i presidenti dei due rami del Parlamento, e costituiti i gruppi parlamentari di Camera e Senato con i rispettivi capigruppo, ci saranno tutti gli 'interlocutori' del Capo dello Stato richiesti dalla Costituzione per le consultazioni che porteranno alla nomina del presidente del Consiglio. Consultazioni che verosimilmente potrebbero prendere il via dal 21 marzo. Probabimente il presidente Napolitano tenterà di conferire un incarico prima di Pasqua, che cade il 31 marzo. Una cosa è certa: Napolitano è obbligato a fare di tutto per far nascere un nuovo governo e deve dare un incarico. Ma, visto che si trova nel 'semestre bianco', non potrà sciogliere le Camere, nemmeno nel caso di mancato accordo sul nuovo governo; una facoltà di cui potrà avvalersi soltanto il suo successore alla Presidenza della Repubblica.

15 APRILE: CONVOCAZIONE PARLAMENTO SEDUTA COMUNE. Per il 15 aprile dovrà arrivare la convocazione del Parlamento in seduta comune per eleggere al Quirinale il successore di Giorgio Napolitano, il cui mandato scadrà il 15 maggio. La seduta comune potrebbe essere convocata per i primi di maggio, in modo da consentire ai Consigli regionali di eleggere i grandi elettori che le rappresenteranno.

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