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Toscana: a fare il cowboy in Maremma

Passeggiate a cavallo con i butteri del parco toscano

25 settembre, 15:53

di Ida Bini

 

Alla foce dell’Ombrone, tra i monti del parco dell’Uccellina e la palude della Trappola, lo sguardo si perde tra paesaggi struggenti e tramonti da favola; qui, in provincia di Grosseto, il parco naturale regionale della Maremma regala una luce magica che esalta gli infiniti colori di questa terra di bonifiche e di cavalli, questo piccolo paradiso costiero, rifugio di cinghiali, daini, fenicotteri e aironi. E’ la terra dei butteri, padroni incontrastati di questo lembo selvaggio di terra toscana, che per decenni hanno faticato nel domare cavalli e allevare vacche dalle lunghe corna. Percorrere a cavallo i sentieri più belli del Parco significa addentrarsi nella sua natura, scoprire da vicino i suoi abitanti e conoscere le antiche tradizioni di questo antico popolo di cowboys italiani.

 

Sono gli eredi di quei mandriani che dal Lazio, tra le due guerre, furono chiamati a bonificare il territorio e che custodivano le mandrie di buoi e cavalli dal manto scuro tra gli stagni di Alberese e la costa tirrenica. Oggi si vede ancora il bestiame che pascola allo stato brado tra le torri medievali difensive e i campi di girasole, da Talamone al fiume Ombrone, accompagnato dai butteri a cavallo che mantengono vive le proprie tradizioni e l’amore per i cavalli. La loro presenza nel Parco, 8.900 ettari con spiagge sabbiose e alte scogliere, paludi, rilievi isolati, dune, pascoli, pinete e macchia mediterranea, è fondamentale anche per chi ama cavalcare e scoprire la bellissima area verde, protetta dal 1975.

 

Questo mosaico di ecosistemi, che va dalla foce del fiume Ombrone a nord fino alla punta di Talamone a sud, regala passeggiate indimenticabili su sentieri dove la presenza delle guide a cavallo è fondamentale per non perdersi o per evitare incontri troppi ravvicinati con animali selvatici. Gli itinerari a cavallo proposti dal Parco sono numerosi e tutti suggestivi: molti sono tematici e didattici come quello dal 27 settembre al 4 ottobre, che permette di scoprire il territorio e le antiche tradizioni contadine. L’itinerario “sulle orme della memoria” parte da Pratomagno e segue per circa 200 chilometri gli antichi tratturi della transumanza lungo strade bianche e sentieri che si snodano tra vallate, boschi, foreste, fiumi e attraverso borghi, castelli, abbazie e pievi. Un altro percorso a cavallo molto piacevole e adatto anche a cavalieri non esperti è “Le Macchiozze”, che conduce alla scoperta di aree umide e degli uccelli acquatici. Si parte da Spergolaia e per circa 2 ore si percorrono 10 chilometri su sentieri pianeggianti, che si sviluppano lungo il fiume Ombrone fino a torre Trappola.

 

L’area umida è popolata, a seconda della stagione, da diverse specie di uccelli acquatici e da altri animali selvatici. La passeggiata costa 46 euro con guida e cavallo o 21 euro se si arriva con il proprio cavallo. Altrettanto facile da affrontare è il percorso “Campo del Gavazzi, a cavallo tra gli animali selvatici”: si parte dal podere Giulia, in località Collecchio, e per 6 chilometri si attraversano alcune aree agricole e boschive del Parco, dove è molto facile avvistare cinghiali, caprioli e daini. Anche per questo itinerario si spendono da 21 a 46 euro. Per i cavalieri più esperti c’è solo l’imbarazzo della scelta: la passeggiata “San Rabano, tra bosco e misticismo” parte da Spergolaia e per circa 17 chilometri percorre una vecchia strada che costeggia antichi oliveti abbandonati fino alla località di Romitorio. Si prosegue, poi, lungo una strada forestale molto panoramica che costeggia boschi di macchia mediterranea fino all’antica abbazia di San Rabano, risalente al X secolo, con una torre del XIV secolo, costruita tra boschi di querce per difendere le coste dagli assalti dei pirati.

 

L’itinerario costa 70 euro con guida e cavallo oppure 40 se si arriva con il proprio animale. E’ più lungo – 22 chilometri - e altrettanto sorprendente il tour “Collelungo, a cavallo nella storia”: si parte da Spergolaia e si attraversano pianure, oliveti, boschi e pascoli, dove è possibile osservare varie specie di animali selvatici. Lungo le vecchie strade forestali si arriva alla spiaggia di Collelungo – eccetto d’estate - e si prosegue fino a Marina di Alberese per ritornare, attraverso la pineta Granducale, sulla strada del mare. Durante la passeggiata, che costa 100 euro con il noleggio del cavallo e 55 senza, si possono ammirare le antiche torri difensive e di avvistamento di Castelmarino e Collelungo.

 

Infine c’è la passeggiata “Torre Alta/Cala di Forno, a cavallo nella leggenda”: si parte da Oliveto del Collecchio e per 10 chilometri circa si attraversano boschi di macchia mediterranea e paesaggi mozzafiato fino alla bellissima spiaggia di Cala di Forno. Si passa accanto a Torre Alta, appartenuta agli Aldobrandeschi già all’inizio del XIII secolo, dove, secondo quanto narra la leggenda, venne rapita dai pirati la bella Margherita Marsili. La giovane nobile senese era solita recarsi nei dintorni – che ora si chiamano Sasso della Signora - per riposare e per ammirare il paesaggio con meravigliosi scorci del mare e dell’entroterra. Il costo della passeggiata va da 40 a 70 euro. Il Parco è aperto tutto l’anno e vi si accede dal centro visite di Albarese, a disposizione tutti i giorni, dalle 8.30 alle 17. Oltre al cavallo, al Parco si passeggia, si va in bicicletta o in canoa nei fiumi e c’è persino la possibilità di partecipare a escursioni in carrozza. Infine, il Parco organizza interessanti tour eno-gastronomici alla scoperta dei sapori tipici della Maremma. Per maggiori informazioni: www.parco-maremma.it

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