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Seduzione etrusca in 150 capolavori

A Cortona dal 21/3 prestiti eccezionali da British Museum

10 gennaio, 15:34
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(di Nicoletta Castagni)

ROMA - Dipinti, disegni, reperti archeologici, documenti e oggetti provenienti da prestigiose collezioni come quelle del British Museum e della residenza di Holkham Hall racconteranno in una grande mostra allestita a Cortona, negli spazi di Palazzo Casali, dal 21 marzo al 31 luglio la passione per l'antico e per gli Etruschi nel mondo anglosassone e la moda del Grand Tour.

Esposte per l'occasione circa 150 opere, tra cui i più noti capolavori etruschi come l' 'Arringatore' e il 'Putto Graziani', che saranno affiancate ai disegni originali del De Etruria (una sorta di catalogo generale settecentesco dei reperti riemersi dai primi scavi), e uno straordinario nucleo di oltre 40 opere prestate dal grande museo londinese per la prima volta. L'importante esposizione intitolata 'Seduzione Etrusca. Dai segreti di Holkham hall alle meraviglie del British Museum' è stata promossa dal Maec-Museo dell'Accademia Etrusca e della Città di Cortona con il British Museum e Halkam Hall insieme alla Regione Toscana e con la collaborazione di tanti musei italiani e in particolare della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana.

A curarla Paolo Bruschetti, Bruno Gialluca, Paolo Giulierini, Suzanne Reynolds e Judith Swaddeling, che, sull'onda di recenti fondamentali scoperte, sono riusciti a raccogliere meravigliose testimonianze capaci di restituire al visitatori il clima effervescente dell'etruscologia del XVIII e XIX secolo, quando lo studio e la moda per gli Etruschi con i loro misteri, la loro arte, i tesori ancora nascosti nelle viscere della terra, infiammò l'Europa. La miccia che fa esplodere questa grande passione intellettuale fu infatti nel 1726 la pubblicazione a Firenze, finanziata da Lord Coke, del 'De Etruria Regali libri VII' di Thomas Dempster, praticamente il primo catalogo illustrato delle principali opere etrusche in Italia.

Quasi 300 anni più tardi, il ritrovamento dei disegni originali e delle lastre di rame incise per il volume in un corridoio d'attico di Holkham Hall, la residenza fatta erigere in Norfolk sempre da Coke, divenuto conte di Leicester, e la recentissima scoperta di nuovi documenti sulla pubblicazione hanno fornito dunque l'occasione per una mostra storica e forse irripetibile, ideata proprio a Cortona dove nacque (l'anno successivo alla pubblicazione del 'De Etruria') la prima Accademia di Studi etruschi d'Europa. La mostra, dopo un tuffo nel clima del Grand Tour settecentesco, ripercorrerà dunque la figura di Coke e i suoi soggiorni in Italia, nel corso dei quali visitò musei e gallerie, collezionò opere d'arte e libri antichi, come le preziose edizioni miniate del Tito Livio.

Ecco una selezione dei disegni in cui il giovane fece riprodurre monumenti e antichità ammirati in Italia, dall' 'Athena Chigi' alla 'Iuno Lanuvina, e gli acquerelli e i dipinti che volle portarsi in Inghilterra. Fra questi i fogli di Gasper Wan Wittel con diversi 'Panorami'. Quindi il percorso proseguirà con l'allestimento dell'unica copia del manoscritto originale del 'De Etruria' di Thomas Dempster, accanto a lettere e documenti chiarificatori di quel progetto di grande respiro, nonché alcuni dei disegni preparatori originali e delle matrici in rame realizzati per le tavole integrative dell'edizione a stampa, che proprio Lord Coke finanziò con oltre 2.000 scudi fiorentini.

Oltre ai capolavori etruschi, icone dell'immaginario, concessi in prestito dai maggiori musei italiani (la grande statua bronzea ad altezza naturale dell''Arringatore', lo specchio finemente inciso noto come 'Patera cospiana', il 'Putto Graziani'), si potranno ammirare i 40 reperti provenienti dal British Museum. Fra questi, statuette votive di pregevolissima fattura, urne, bronzi, ceramiche, gioielli, steli. In particolare arriverà a Cortona la famosissima statuetta dell' 'Offerente', l'importante 'Testa bronzea a grandezza naturale" scoperta in un'isola del lago di Bolsena nel 1776 o ancora la 'Statua-cinerario' in pietra calcarea, alta addirittura quasi un metro e mezzo.

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