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Bray, presto un decreto dedicato al Turismo

Il settore vale 161 mld e occupa 2,7 mln lavoratori

16 ottobre, 18:58
PIAZZA NAVONA A ROMA PIAZZA NAVONA A ROMA

Un intervento sulla tassa di soggiorno, concessione piu' veloce dei visti turistici per gli stranieri, agevolazione delle nuove iniziative economiche in ambito turistico, misure per rilanciare il comparto ricettivo, semplificazione delle procedure per il mutamento delle destinazioni d'uso. E ancora, sburocratizzazione degli oneri per l'apertura delle agenzie di viaggio, strumenti per il rifinanziamento dei buoni vacanza, formazione professionale. Tutto questo fara' parte di un pacchetto di misure che il governo vuole presentare al piu' presto, mettendo a punto un decreto interamente dedicato al turismo. Lo ha detto il ministro per i Beni culturali e il Turismo, Massimo Bray, intervenendo in commissione Attivita' Produttive alla Camera.

'Il turismo - ha spiegato il ministro - deve essere ricondotto al centro di una strategia complessiva, non sara' facile. Tutti siamo chiamati a dare un contributo. Le politiche nazionali del turismo - ha proseguito - devono essere poste al centro dell'azione del governo''. Intervenendo in audizione, Bray ha poi fornito alcuni dati relativi al settore. Il contributo del turismo al Pil, ad esempio, è stato nel 2012 pari a 161 miliardi di euro, con 2 milioni e 700 mila occupati. In termini percentuali il settore rappresenta il 10,3% del Pil e l'11,7% della forza lavoro. Il sistema produttivo culturale, ha aggiunto il ministro, ha reso oltre 75 miliardi, sempre nel 2012, pari al 5,4% della ricchezza prodotta.

"Per questo - ha spiegato Bray - vorremmo che il nostro Paese consideri che la sinergia tra cultura e turismo può essere elemento di sviluppo. Su questo vorremmo concentrare le nostre specificità nelle politiche che andremo a intraprendere. L'obiettivo è, nel 2020, incrementare l'apporto del turismo al Pil di 30 miliardi, creando 500 mila posti di lavoro. Per la prima volta il turismo è stato inserito in un ministero con il portafoglio. L'idea di abbinare turismo e cultura è moderna e indovinata, come già fanno la maggior parte dei Paesi europei". Bray ha ribadito che è in preparazione un Piano strategico di sviluppo del turismo articolato in 5 linee guida. Governance: riprogettazione della missione dell'Enit; miglioramento e potenziamento dell'offerta e del patrimonio ricettivo; riqualificazione della formazione e investimenti con incentivi specifici.

"E' volontà ministero rafforzare il ruolo dell'Enit, l'Ente nazionale del turismo va ridisegnato in termini di vera e propria Agenzia", ha poi spiegato Bray, in audizione alla commissione Attività produttive della Camera. "L'Enit va aperto a soggetti esterni e alla promo commercializzazione - ha sottolineato il ministro - dovrà attuare programmi mirati con soggetti privati, potenziare il ruolo di soggetto istituzionale, coordinare il lavoro con le Regioni. Dovrà infine, con il Mibac, coordinare le azioni in vista di Expo 2015. Il ruolo moderno di Enit richiede una integrazione forte con le strutture pubbliche e con gli istituti di cultura e le istituzioni che sono all'estero". Per il ministro, inoltre, "è necessario un marchio unico per il nostro Paese: serve un efficace "marchio ombrello" soprattutto nei Paesi extraeuropei, dove le Regioni non sempre sono conosciute". Per l'Expo 2015, Bray ha detto che sono attesi circa 20 milioni turisti di cui un terzo stranieri. "Bisognerà saper disegnare i percorsi, costruire pacchetti di offerta turistica, rafforzare i collegamenti da e verso l'Italia, che sono spesso deficitari. Vanno poi elaborati vari progetti di attrazione turistica, circa 30 progetti di questo tipo verranno finanziati.

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