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Cortona, meraviglia artistica

Fotografia e antiquariato fino a settembre

27 agosto, 15:38

(Di Eugenia Romanelli)

Cortona è ancora tutta in fibrillazione dopo il concerto di inizio agosto al Cortona Mix Festival di Lorenzo Cherubini, alias Jovanotti, l’illustre cortonese che ha lanciato la cittadina toscana nell’empireo dei luoghi cool d’Italia, che qui ha "tutta la famiglia, i vecchi, i giovani, i cani, la bicicletta, la vita intera". Grazie a Jovanotti Cortona è diventata meta di pellegrinaggio per tutti i suoi fan (e non solo), che così scoprono un luogo pieno di fascino e di storie da raccontare. Mentre, grazie alla scrittrice americana Frances Mayes è ormai un must dei viaggi statunitensi: il suo libro “Under the Tuscany Sun” è diventato film girato proprio qui.

Le radici di Cortona affondano nel Villanoviano - è recente la scoperta di una capanna in pieno centro di questo periodo protostorico - per dipanarsi in epoca ellenistica e romana, con relativi insediamenti, e poi medievale e moderna. Periodi testimoniati qua e là: per esempio dalla Porta Bifora, che divenne poi un vero e proprio arco trionfale di ingresso e uscita - verso Chiusi e verso Arezzo - dalla città. O dalle ville romane, come quella di Ossaia, di cui restano pavimenti a mosaico dal I sec. a.C. al IV sec. d.C. Ma anche da tutta l’architettura che ancora testimonia il periodo in cui Cortona, Comune medievale governato da un Podestà e da un Capitano del popolo, fu divisa tra Guelfi e Ghibellini, si alleò con i Fiorentini, fu di decisiva rilevanza sotto il governo di Cosimo I de’ Medici (sotto il cui dominio, nel 1549, sui resti della rocca medievale, fu costruita la nuova fortezza medicea di Girifalco).

È nel 1727 che a Cortona viene fondata l’Accademia Etrusca: proprio grazie al suo far parte del territorio etrusco, la città entra di prepotenza negli scritti di autori come D.H.Lawrence ed Henri James. Per non parlare delle decine di viaggiatori del Grand Tour che la immortalano nei loro diari, o di studiosi come George Dennis che scrisse quella che è ancora oggi la Bibbia degli etruscologi, “The Cities and Cemeteries of Etruria”. Come anche le pagine dei libri raccontano, mozzafiato il belvedere: lo sguardo si perde sulle dolci sinuisità della Valdichiana, indugia tra i monti - Sant’Egidio, Castel Giudeo, Ginezzo - ritorna in collina, si perde nei boschi, si riempie di infinito, anche grazie ai monasteri che puntellano il paesaggio, testimonianza di una vocazione - quella all’ascesi e all’eremitaggio alla ricerca di Dio e della divinità - che ha segnato tanta storia di questa parte di Toscana e, più giù, dell'Umbria. Non a caso a tre chilometri e mezzo da Cortona, incastonato in questo paesaggio che ha la consistenza dei sogni, sorge il Convento delle Celle, fondato da Francesco d’Assisi tra 1211 e 1221, dove è ancora visitabile la cella in cui dimorò il "poverello".

Dopo un pranzo a base di prodotti tipici, prelibati piatti della tradizione cortonese serviti nei tanti ristoranti (crostini neri con fegatini di pollo, bruschetta con l’olio nuovo e il cavolo nero, panzanella, pigi al ragù, trippa, pappardelle alla lepre, cinghiale in umido, fagioli all’uccelletto, e come dolce la ciaramiglia o gli strufoli), si può fare un giro partendo da piazza Repubblica e piazza Signorelli (il fulcro di Cortona diviso in due piazze), vero centro della città, e probabilmente anche luogo in cui sorgeva il foro di epoca etrusco-romana. Qui si trova il palazzo Comunale, che risale al 1236 (ma è stato rimaneggiato più volte fino al 1700), il palazzo del Capitano del Popolo, del Trecento, e poi il palazzo Pretorio dove, nel piano nobile, ha sede dal 1728 l’Accademia Etrusca con il suo Museo della Città Etrusca e Romana (mentre nei due piani sotterranei, poiché dal 1411 fu sede dei Capitani e dei Commissari fiorentini, erano ospitate le carceri cittadine).

E ancora, continuando in questo percorso, si incontrano il Teatro Signorelli e poi il Duomo, una cattedrale in stile rinascimentale realizzata da allievi di Giuliano di Sangallo al cui interno si trovano, tra le altre, pitture della scuola di Luca Signorelli. Dopo Chiesa del Gesù, dopo il Museo Diocesano (dove è custodita l’Annunciazione del Beato Angelico), ecco palazzi medievali e rinascimentali, e ancora chiese, come quella di Santa Maria Nuova, completata da Giorgio Vasari, e la monumentale chiesa di San Francesco, e ancora chiese e ancora palazzi e basiliche, e poi via Roma, via Guelfa e via Ghibellina, che ci raccontano la storia tutta Toscana, che però da qui ha raggiunto il mondo intero, della disputa, sanguinosa ma anche feconda, tra potere temporale e potere spirituale.

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