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Ars Rock Fest e Festival Orizzonti
10 maggio, 13:50 Il Comune di Chiusi, l’altr’anno, ha dato vita alla Fondazione Orizzonti d’Arte per promuovere la cultura e dell’arte sul territorio. Per questo il noto Festival Orizzonti quest’anno si amplierà, oltre alla musica, con arte, teatro e danza. Prima dell’undicesima edizione agostana del Festival, infatti, la Fondazione propone, in collaborazione con il Museo Nazionale Etrusco, alcune mostre d'arte contemporanea per promuovere i giovani creativi. Attualmente è in corso la prima temporanea dal titolo “Il fine dell’arte” e coinvolge artisti del territorio (come Chimena Filippetti, Enzo Gambelli, Giuliano Giuggioli, Alessandro Grazi, Franca Marini, Fabio Mazzieri, Fernanda Morgantini e Carlo Pizzichini). Molto interessante il doppio percorso tra i reperti etruschi del museo e le interpretazioni contemporanee dei giovani artisti.
A luglio, invece, via all'Ars Rock Fest: in Piazza XXVI Giugno ci saranno, oltre ai concerti rock, anche tanti stand enogastronomici, bancarelle, e uno spazio bimbi. Ma, come si diceva, è il Festival Orizzonti il cuore delle manifestazioni chiusine: dal 2 all’8 agosto infatti, andrà in scena “Border Crossings, passaggi di confine”. E’ il titolo della edizione di quest’anno, un invito ad oltrepassare i confini ed a esplorare nuovi mondi, nuovi spazi dell'arte: “Una creazione di ponti attraverso i quali le culture possano mescolarsi e fondersi – spiega il direttore artistico Manfredi Rutelli - offrendo l'occasione per far incontrare artisti e metterli in relazione tra i loro saperi diversi, proponendo loro l'opportunità di confondere la propria creatività con quella degli altri e unendo forze propositive in produzioni internazionali. Oltrepassando i labili confini che delimitano i diversi linguaggi artistici, ma non per un'offerta diversificata al pubblico, bensì attraverso perfomance in cui i linguaggi si avvicinino e anzi si sovrappongano in contaminazioni emozionanti e racconti comprensibili, raggiungendo quell'universalità cui l'arte deve ambire”. Universalità di linguaggi dunque e superamento dei confini del tempo, della storia, dell'età, delle generazioni.
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